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CI MANCAVANO I CASSONETTI “CABRIO” PER LA CARTA

di Riccardo NURRA (consigliere comunale di Portoferraio)

CI MANCAVANO I CASSONETTI "CABRIO" PER LA CARTA

Possibile che in questo paese non se ne indovini una, quando si fa.
O forse esagero.
Era stata finalmente una buona idea quella di distribuire per tutto il comune dei cassonetti per la raccolta della carta, al posto di quei quattro o cinque fino a poco tempo fa nascosti e usati gelosamente da chi ne aveva scoperto la dislocazione.
Finalmente tanti bei cassonetti gialli, che uno li vede anche da lontano.
Ma chi sarà quel creativo che li ha scelti “stappati”?
Forse i “tappi” devono ancora arrivare e la fretta di iniziare la differenziata era tanta. Ditemi che è così.
Eppure era facile: bastava guardare nei paesi della nostra provincia, o anche più in là e fare come fanno gli altri.
Ditemi dove usano i cassonetti formato “cabrio” perché io non ne ho trovati.
Che importanza ha?
Io che sono un profano in materia, ho trovato queste poche motivazioni che mi convincano che ci vuole il “tappo”.
-Maleducati come siamo, chi deve buttare una scatola di cartone, sicuramente non si mette a farla a pezzi, tanto si può buttare anche così com’è.
Risultato con 10 cartoni medio grandi il cassonetto è pieno e chi ha altro da buttare non ce lo può infilare.
-Il camion che verrà a ritirare la carta, in certi casi, se è pieno di cartoni interi, farà un “viaggio d’acqua” anzi d’aria portando via pochissimi chili di carta con ovvi costi eccessivi.
-I cassonetti pieni e straboccanti, non danno certo una bella immagine per chi ci passa vicino.
-Se piove i cartoni si zuppano d’acqua rendendo difficoltoso lo scarico sul camion Ma piove così di rado…
Ma qualche assessore o consigliere delegato all’Esa non avrebbe potuto consigliare una soluzione alternativa?
Forse siamo ancora in tempo…basta comprare i “tappi” se ci si possono applicare.
Oppure qualcuno mi deve convincere della bontà della scelta.