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“PARTIAMO DA ALCUNE AREE, PER POI ESTENDERLE”

L'ASSESSORE ALL'AMBIENTE GARFAGNOLI SOSTIENE L'INIZIATIVA DI PERIA, E INDICA UN APPROCCIO "GRADUALISTA" ALLE AREE MARINE PROTETTE

"PARTIAMO DA ALCUNE AREE, PER POI ESTENDERLE"

L’assessore all’Ambiente, Marino Garfagnoli, dà manforte al sindaco e alla sua proposta di far ripartire le aree marine protette da una proposta elbana, dal basso verso il ministero: “Concretizza – sostiene l’esponente dei Verdi – una ragionevole posizione delle istituzioni locali, e al contempo una corretta proposta operativa per raggiungere l’obiettivo condivisibile di istituzione di aree di salvaguardia a mare”.

“Il Parco Nazionale – aggiunge Garfagnoli – comprende già un’estesa zona di protezione a mare (circa 60 mila ettari), intorno alle isole di Giannutri, Montecristo, Pianosa, Capraia e Gorgonia. E’ quindi indispensabile prevedere altre aree intorno alle isole più antropizzate, Elba e Giglio. Ma Probabilmente per queste due isole, anziché assicurare una ampia zona protetta profonda alcune miglia (come per le isole più piccole), converrebbe individuare alcune aree che (scelte su base scientifica), in una prima fase, rappresentino un efficace modello di gestione e promozione delle riserve marine”.

Garfagnoli illustra quello che potrebbe essere un approccio “gradualista” all’istituzione della protezione a mare: “Nel nostro Paese – dice l’assessore verde – non esistono aree protette a mare di grandi dimensioni, vi sono esperienze puntiformi di limitate aree, il Parco di Diramare, la Riserva di Ustica e in ultimi il Parco delle Cinque Terre. Anche l’esperienza francese si è indirizzata inizialmente su questo tipo di modello, ad esempio in Corsica con la Riserva, puntiforme e mirata, della Scandola. All’Elba vi sono alcune aree che potrebbe rappresentare il primo presidio della riserva marina; da queste si potrebbe partire con modelli di gestione sostenibili per poi, nella condivisione e con il consenso del tessuto economico e sociale, estendere le aree di protezione”.

“In tale contesto – riflette Garfagnoli – diviene però strategico il ruolo del Parco Nazionale. Trascorsi 10 anni dalla sua istituzione deve ancora rispondere alle aspettative che lo hanno accompagnato durante la sua nascita e da quelle che si sono accumulate in tutti questi anni. Intorno ad area protetta terrestre e marina che funziona, che protegge e valorizza le risorse ambientali e culturali, diviene difficile opporsi al suo naturale ed indispensabile prolungamento a mare. In sostanza procediamo pure, come indicato dal sindaco, con l’iter istitutivo, e arriviamo alla formalizzazione degli atti con un Parco che funziona e concretizza sul territorio quelle che sono le sue finalità e le sue potenzialità”.