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ECCO INGRAO, MONUMENTO ALLA PUNTUALITA’

DOPO 29 ANNI RICONOSCE CHE IL PCI SBAGLIO ANCHE NEL CASO-MORO

“Un errore non trattare, potevamo salvarlo”. Dopo i soliti 29 anni, con un’intervista a tutta pagina sul Corriere, Pietro Ingrao confessa che sul sequestro Moro la linea della fermezza del Pci fu un errore. Un altro errore, che si aggiunge all’Ungheria, alla Cecoslovacchia, allo stalinismo, al leninismo, ai “socialfascisti”, al no all’Europa alla Tv a colori ecc. ecc.

Ovviamente, allora, c’era chi (socialisti e radicali per esempio) proponeva un’iniziativa che puntasse pria di tutto a salvare la vita di Moro, anche attraverso una trattativa, magari dilatoria. Invece Moro fu ucciso, anche “grazie” alla fermezza del Pci, e della Dc ovviamente.

Dopo le trattative con tutti, per salvare Mastrogiacomo, Sgrena e compagnia, dopo che perfino Fassino ha detto: “si doveva salvare Moro”, ecco che arriva – tormentato e profondo come sempre – il monumento della sinistra che le ha padellate tutte, e conferma una sola dote storica, la puntualità: arriva a riconoscere i suoi tragici errori in un lasso di tempo che va da 25 ai 35 anni. Ciò che fa più tenerezza sono gli ingraiani, che arrivano anche dopo, o non ci arrivano per nulla.

empirico