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LA PUBBLICA ASSISTENZA DICE “NO” ALLA PELLEGRINI: “DIVIDENDO I CONTRIBUTI NON SI MIGLIORA IL SERVIZIO”

ARAGONA CRITICA LA VERIFICA DI COMPATIBILITA' PROPOSTA DALL'ASSESSORE DI PORTOFERRAIO: "CHIEDIAMO PIU' RISPETTO PER I NOSTRI VOLONTARI"

LA PUBBLICA ASSISTENZA DICE "NO" ALLA PELLEGRINI: "DIVIDENDO I CONTRIBUTI NON SI MIGLIORA IL SERVIZIO"

Dividere fra più associazioni i sempre meno contributi non si migliora la funzionalità del Telesoccorso. Il presidente della Pubblica Assistenza, Giovanni Aragona, sembra non essere entusiasta della “verifica” sulla compatibilità del servizio proposta ieri dall’assessore al Sociale di Portoferraio, Cosetta Pellegrini, che (a nome della conferenza dei sindaci) ha risposto all’allarme lanciato da Porto Azzurro (“se non arrivano fondi entro l’estate il servizio chiude”).
Aragona rivendica una sorta di primato nel servizio di telesoccorso: “Il nostro è stato il primo all’isola d’Elba con dispositivi audio e video e dal 1999 nella nostra Isola è gratuito per tutti gli utenti con problematiche sanitarie (segnalate dai medici di famiglia) o sociali (indicati dai servizi sociali della Asl e comunali). Proprio perché da soli, prima su Porto Azzurro e Rio nell’Elba e poi negli altri paesi, ci siamo organizzati con impegno a creare una centrale operativa unica per tutta l’Elba affinché si potesse coinvolgere tutti i contributi sul progetto per garantire un buon servizio 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno, festivi compresi”.

Aragona invita l’assessore Pellegrini a riflettere “su cosa significa svolgere 24 ore su 24 un servizio come Elba Telesoccorso in convenzione. Un servizio continuativo, impegnativo, di responsabilità e capacità formativa, in cui nella prima fase sono stati impiegati solo i volontari, con l’aumento degli utenti (fino a 142 in questi anni) mentre ora è stata impiegata una persona stipendiata annuale e una part-time estiva, quando i volontari locali sono impegnati nel lavoro stagionale”.
“Durante la notte – dice Aragona – veniamo svegliati due o tre volte per allarmi, fortunatamente spesso fasulli, ma che giustamente un volontario, che poi la mattina deve andare a lavorare, può sopportare solo per un breve tempo. La persona stipendiata effettua quindi un turno lavorativo di legge (tappabuchi del volontariato); ma gli altri tre turni nelle 24 ore chi le garantisce? Solo e soprattutto i volontari della Pubblica assistenza Porto Azzurro, alternandosi fra i vari servizi della associazione stessa.
”Se noi consideriamo che in questi 6 anni abbiamo ricevuto per ora in media 10.500 euro annuo – riflette Aragona – vorrei sapere come la signora Pellegrini può riuscire a garantire il servizio di telesoccorso 24 ore su 24 per tutto l’anno. La cosa certa è che la cifra erogata, non copre le spese del personale della Pubblica Assistenza, ma come indicato solo quelle di una persona dedicata al telesoccorso, visto che è indispensabile soprattutto il ruolo del volontariato per abbattere i costi e farsi bastare i contributi ricevuti”.
La Pubblica Assistenza chiede all’assessore Pellegrini “un maggiore rispetto per tutti i nostri volontari che hanno avuto l’idea, il coraggio, la costanza, il sacrificio per creare questo servizio unico fino ad oggi, che ha fatto “comodo” a tutti, utenti (perché gratuito) e amministrazioni socio-sanitarie elbane (perché abbiamo sviluppato un servizio che da altre parti ci invidiano)”.
”Si parla sempre di comune unico – conclude – di progetti comprensoriali per far si che le forze umane e finanziarie siano ridotte e potenzialmente meglio sfruttate: la Pubblica Assistenza Porto Azzurro con la centrale unica di Elba Telesoccorso ha dato l’esempio e si è sempre proposta in tal senso. Se oggi ‘la conferenza dei sindaci considera il telesoccorso essenziale per la popolazione anziana sul nostro territori’ – come dice l’assessore Cosetta Pellegrini – il merito è soprattutto per Elba Telesoccorso e quello che ha svolto in questi anni. E certamente non credo che dividendo gli stessi e sempre meno contributi con più associazioni si speri di risolvere e migliorare la funzionalità del servizio, la gratuità e l’efficienza 24 ore su 24, a meno che non si voglia ancora una volta ‘sfruttare’ il volontariato con il solito motto … ‘con una fava prendo due o più piccioni’.