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Lettere: “MONTEGROSSO E IL POTERE AMBIENTALISTA”

"LEGAMBIENTE 'APPROVA' I PROGETTI: NON CI SONO PAROLE: E' SURREALE"

Lettere: "MONTEGROSSO E IL POTERE AMBIENTALISTA"

Da Elba 2000 riceviamo e pubblichiamo:

Apprendiamo che il proprietario del rudere del vecchio faro di Montegrosso, pur disponendo di una regolare concessione per ristrutturare, ha ritenuto di chiedere l’ “approvazione” anche di Legambiente. Questa “approvazione” è stata concessa dopo che il portavoce di Legambiente in persona ha controllato i progetti, comunicando poi la sua decisione alla stampa. Questa non è la scena di una farsa surreale, ma ciò che si è verificato in quest’isola.

Il fatto è meno assurdo ma, al tempo stesso, più grave di quello che potrebbe apparire. Il punto di partenza è rappresentato dal potere che alcune associazioni hanno, per il ruolo svolto nella società civile. Questo potere non è poi così diverso da quello che potrebbe avere un qualsiasi cittadino (poniamo un pensionato) che passasse il suo tempo a fotografare e denunciare ogni cantiere sospetto.

Il ragionamento di questo cittadino potrebbe suonare più o meno così: “A me sembra che qui ci sia qualcosa di abusivo e voglio fare il mio dovere fino in fondo. Presento un esposto corredato da foto. Se tutto è regolare, nessuno si farà male. Si devono preoccupare solo i disonesti”. Chi può impedire ad un cittadino di comportarsi in questo modo? Nessuno. Però, fino ad oggi, non risulta che, nel nostro paese, qualcuno abbia assunto questo ruolo di “giustiziere ambientale”. Né si pensa che qualcuno ci possa provare in futuro: è un ruolo che comporta assunzioni di responsabilità, perdita di tempo. E poi non è privo di rischi. Si pensi al trattamento che, in certe zone del nostro paese, è purtroppo riservato a chi “non si fa i cavoli suoi”.

Il caso è completamente diverso se entra in gioco un’associazione che, oltre ad assumersi ogni responsabilità, legittima la propria azione con la nobiltà dei obiettivi che persegue. E qui allora esce fuori l’attivista ambientalista, che può colpire senza essere colpito; il guerriero che non ha bisogno di coraggio perché non corre rischi.

Si tratta quindi di un potere reale, che può essere esercitato a piacimento contro chiunque, e non trova limiti se non nell’intreccio di convinzioni ideologiche e valori morali e interessi di chi lo esercita. Nulla di illegale, neanche nel riconoscere a qualcuno un potere che non ha (come ha fatto Protti). Accettarlo ed esercitarlo come fosse un potere reale, invece, è un gesto che per la sua complessità non ci sentiamo di valutare. Non troviamo nel corrente lessico politico espressioni adeguate. E non ci sentiamo neanche di criticare chi ha la responsabilità di un cantiere e decide di scendere a patti con gli ambientalisti.

Questa, purtroppo, è la situazione che è venuta a crearsi all’Elba dopo l’istituzione del Parco. Non è escluso che in futuro vi sia una lotta fra associazioni ambientaliste di sinistra, di centro e di destra. L ‘arma sarà sempre la stessa. L’obiettivo dichiarato: l’equilibrio ecologico del pianeta. Quello vero: il solito potere, a volte (spesso) molto vantaggioso.