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‘AMBIENTE E VITA’ AL PARCO: “FERMARE QUELLO SCEMPIO”

L'ASSOCIAZIONE GUIDATA ALL'ELBA DA RUGGERO BARBETTI SI SCHIERA CONTRO I LAVORI A NAREGNO: "CREANO UN PERICOLO MAGGIORE DI QUELLO ATTUALE, CHI HA FINANZIATO I LAVORI SI ASPETTAVA UNA COSA DIVERSA"

'AMBIENTE E VITA' AL PARCO: "FERMARE QUELLO SCEMPIO"

“Non possiamo non stare dalla parte di coloro che a Naregno vivono o lavorano nel turismo”. Ambiente e/è vita, l’associazione ambientalista fondata da Altero Matteoli, si schiera con gli scontenti dei lavori al fosso di Naregno, e lo fa con Ruggero Barbetti, che è responsabile della sezione “Arcipelago toscano”: “E’ incomprensibile come una amministrazione comunale, anche se inesperta, possa solo pensare di cominciare un lavoro pubblico così importante a due settimane dall’inizio della stagione turistica, già di per sé corta e negli anni sempre più difficile. Non vorremmo entrare nel merito della progettazione dell’opera ma non possiamo dimenticare che la stessa è stata definita anche da un’altra associazione ambientalista ‘più simile ad una pista da bob che ad un corretto intervento di messa in sicurezza di un fosso’ che non può di per sé essere considerato solo da un punto di vista di ingegneria idraulica ma anche e soprattutto di tutela dell’ambiente e del paesaggio”.
E per quanto riguarda la messa in sicurezza, non si può qui nascondere tutti i dubbi espressi da un professore dell’Università di Bologna nella sua relazione, che dopo ampia e motivata analisi dei progetti approvati, conclude che di fatto il progetto crea un pericolo di gran lunga maggiore di quello attuale, in quanto, in base al progetto proposto per la messa in sicurezza idraulica una portata di colmo… si riverserebbe sulla strada litoranea a velocità’ tale da travolgere sino al mare eventuali auto o passanti investiti”.
“Vale qui solo la pena di ricordare – aggiunge Ambiente e/è vita – che l’intervento è completamente finanziato con soldi del ministero dell’Ambiente concessi al comune di Capoliveri nel lontano 2002 e che si trova al confine, se non all’interno, del territorio del Parco Nazionale. Sicuramente quando è stato concesso il finanziamento il ministero si sarebbe aspettato una progettazione più consona a quelli che sono i dettati della protezione della natura: basti andare a vedere alcuni interventi fatti all’interno del Parco e con il contributo dello stesso per comprendere meglio cosa vuol dire una progettazione rispettosa dell’ambiente in cui è inserita.
“Chiediamo quindi al presidente del Parco, Tozzi – concludono gli ambientalisti – di intraprendere ogni utile iniziativa per fermare questo scempio e anche per verificare la correttezza dell’iter amministrativo seguito fino ad oggi, con particolare attenzione alla procedura d’urgenza utilizzata ma effettuata dopo che la Regione Toscana aveva tolto questa possibilità e all’esistenza o meno di una necessaria variante urbanistica che non ci risulta sia stata mai approvata”.