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“MA I DS AL CONGRESSO NON SI SCIOGLIERANNO”

di Lorenzo MARCHETTI (della Direzione dei Democratici di Sinistra dell'Elba)

"MA I DS AL CONGRESSO NON SI SCIOGLIERANNO"

In merito a quanto viene sostenuto da alcuni compagni, mi preme ricordare che con questo congresso i Ds non si scioglieranno.
Siamo chiamati, invece, con tutta la nostra passione di militanti, la forza organizzata e l’esperienza alla costruzione di un nuovo grande partito riformista, progressista, democratico che restituisca fiducia agli italiani, cambi la politica, rafforzi l’unità del centrosinistra e l’azione del governo Prodi. Un partito che faccia vivere nella società quei valori di libertà, uguaglianza, giustizia, diritti, pari opportunità.
Il partito democratico è anche la risposta a due problemi: uno è la frammentazione politica che negli ultimi anni invece di diminuire è cresciuta, l’altro è l’impossibilità di soddisfare il diritto degli elettori a veder pienamente realizzato il programma che hanno votato, a causa delle estenuanti mediazioni tra i troppi partiti della coalizione.
Io, nel 1990 mi opposi alla svolta proposta da Occhetto, ma poi decisi di rimanere sulla barca pidiessina con la consapevolezza che la sua rotta ci conduceva verso un approdo naturale: unire tutti i riformisti. Accettai di partecipare ad un processo, a quel punto divenuto irreversibile, con la consapevolezza che in Italia, come in Europa, vi sono due sinistre, una radicale e l’altra riformista. La mia storia politica (iniziata nel Pci di Berlinguer) mi portò a collocarmi con la parte riformista. Per queste ragioni, comprese quelle locali, ho deciso di sostenere la mozione di Piero Fassino.