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CONGRESSO DS, “DRAMMATICO SE SI SCIOGLIE IL PARTITO”

ALESSI PARLA CON TENEWS DELLA DIVISIONE DEL SUO PARTITO, E CONFERMA: "IO STO CON MUSSI, SE NASCE IL PARTITO DEMOCRATICO (CHE NON SARA' DI SINISTRA) I DS SARANNO SCIOLTI, E TUTTI SI GUARDERANNO INTORNO"

CONGRESSO DS, "DRAMMATICO SE SI SCIOGLIE IL PARTITO"

A Piombino la conta è iniziata, ed è del tutto favorevole ai fassiniani (Manciulli, Tortolini, Garufo ecc). La mozione della maggioranza interna ha sfiorato il 94% nelle prime sezioni. Nei congressi delle verie federazioni (non in Toscana, ma per esempio a Roma) la mozione-Mussi sta riscuotendo invece un discreto successo, segno che sono diffuse le resistenze interne alla prospettiva del Partito Democratico.
Anche ll’Elba le cose andranno diversamente d Piombino, è facile prevederlo anche leggendo i dati degli ultimi congressi di sezione. E se andranno diversamente sarà anche per i forti legami politici che il ministro Mussi, leader della minoranza interna, ha mantenuto con i dirigenti isolani, fra i quali Danilo Alessi. L’opposizione interna ai Ds, a giudicare dalle cronache politiche, è tentata da una scissione a sinistra. Proprio ad Alessi abbiamo chiesto di spiegare su cosa si dividono i Ds, e che fondamento abbia la prospettiva di una scissione: “Intanto io diffido sempre dal problema della conta, del numero degli inscritti delle percentuali e cosi via. Mi interessa confrontarmi sugli argomenti. Si può vincere un congresso, e poi perdere perché magari quel congresso, quelle decisioni non sono all’altezza della situazione. Io sostengo la mozione Mussi. La sostengo con convinzione, sono uno dei firmatari della mozione a livello nazionale, e mi pongo un problema: sono un uomo della sinistra, e non lo sono cosi per un fatto puramente nominativo, ma lo sono perché credo in certi valori, in certi obbiettivi che la sinistra deve perseguire e realizzare”.

“Il fatto – continua Alessi – è che nel nostro Paese, unico in Europa, potrebbe scomparire un partito della sinistra, al di là della buona volontà dei miei compagni di fare questo nuovo partito nella fusione con la Margherita. La sinistra è presente in natura, per cui non si tratta tanto di dire che esco da qualche parte o da qualcosa, o che i miei compagni la pensano come “un’uscita”, il fatto drammatico è che si arriva allo scioglimento di questo partito. Quindi quando, e se, questo partito sarà sciolto, ognuno di noi dovrà guardarsi intorno per vedere in quale casa abitare. Questo vale per tutti noi, e per quelli che credono nella mozione Fassino. Gli altri pongono la prospettiva di un partito democratico, noi poniamo la prospettiva di una grande sinistra, di un’aggregazione di tutta la diaspora della sinistra che ci è stata in questi anni. Tenendo conto anche che, per la prima volta nella storia di questo Paese, tutta la sinistra, quella istituzionale, radicale o meno, è al governo, quindi ci sono le condizioni per fare un discorso nuovo che io vorrei facessero i Ds. Questo è il mio partito, e il partito della sinistra. Se cosi non fosse vedremo. Comunque è in questa logica e prospettiva che io ritengo impegnarmi”.