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ELBA NO LIMITS, 4 CONTAINER DI SOLIDARIETA' - Tirreno Elba News
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ELBA NO LIMITS, 4 CONTAINER DI SOLIDARIETA’

L'ASSOCIAZIONE CONTINUA INCESSANTE LA RACCOLTA A BENEFICIO DELLA POPOLAZIONE E DEI BAMBINI DISABILI CONGOLESI. IERI A SORPRESA LA VISITA DI VIVIANE TSASA, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE

ELBA NO LIMITS, 4 CONTAINER DI SOLIDARIETA'

E’ pronto il quarto container per il Congo, la raccolta continua incessante. Sono quattro anni che Elba No Limits e Jazzarcise sostengono concretamente la fondazione Viviane, che aiuta la popolazione e i bambini disabili congolesi, attraverso la raccolta di generi di prima necessità, ma di beni di ogni tipo, perché lì manca davvero tutto. “Open your heart for congo”, “apri il tuo cuore per il Congo”, è lo slogan adottato dall’associazione sportiva elbana. Non si contano, le iniziative e i gesti di solidarietà. L’Italia è l’unico paese che invia aiuti a questa popolazione, l’Elba è in assoluto la prima promotrice della campagna. il prossimo obiettivo è costruire una clinica per bambini disabili.
Mentre completavano il carico del prossimo container, pronto per essere spedito, i volontari di Elba No Limits hanno ricevuto a sorpresa la visita di Viviane Phemba Tsasa, preoccupata per la situazione del suo Paese: “Questo – ha spiegato – è un periodo di disordini laggiù, perchè c’è il primo ministro che va via, poi rientra, cìè grande incertezza, e altri sembrano voler approfittare di questa situazione. Io sto pregano che il container arrivi al momento giusto”.
I bambini intanto sono aumentati: “In questi giorni hanno fatto vedere tante volte alla televisione la fondazione Vivien, la gente dice che quello che facciamo è follia, ma quando una cosa è follia allora le persone sono curiose, allora la fanno vedere e rivedere, e più la fanno vedere e più vengono i bambini. Abbiamo l’aiuto dall’Italia, e io sto cercando di viaggiare, come sono qui voglio andare in Svizzera, dove sono stata invitata per andare a parlare della Fondazione. Sono stata invitata anche in Germania, e spero di avere la possibilità di andare a parlare, per fare operare più bimbi. Però per questo dobbiamo avere una nostra clinica. Abbiamo amici medici a Firenze che vogliono fare viaggi di lavoro, per venire ad operare gratis, e se avessimo il nostro posto loro potrebbero farlo gratis, e potremmo operare tanti bimbi. Ora sono ancora pochi, perchè bisogna pagare tutto. Sono ancora pochi”.