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UN REGOLAMENTO EDILIZIO PER TUTTA LA VAL DI CORNIA

PRESUPPOSTO IL PIANO STRUTTURALE UNICO PER I CINQUE COMUNI

UN REGOLAMENTO EDILIZIO PER TUTTA LA VAL DI CORNIA

I cinque comuni della Val di Cornia (Campiglia Marittima, Piombino, San Vincenzo, Sassetta e Suvereto) avranno un regolamento edilizio unico, ovvero norme uguali su tutto il territorio del Circondario, in materia di qualità degli insediamenti urbani, di valorizzazione dei centri storici, tutela del paesaggio e delle testimonianze storiche.
Elaborato dal gruppo di lavoro formato dai tecnici comunali, nell’ambito della delega fornita al Circondario della Val di Cornia da parte di tutti i comuni della zona, il regolamento edilizio contiene anche il contributo dell’Istituto nazionale di bioarchitettura per le norme sull’edilizia sostenibile e degli architetti Stefania Franceschi e Leonardo Germani per le norme e le linee guida per il recupero e la conservazione del patrimonio esistente.

“Le caratteristiche essenziali di questo regolamento – fanno sapere dal Circondario – sono la sostenibilità delle trasformazioni permanenti e la rinnovabilità delle risorse essenziali del territorio. Gli stessi concetti su cui si è basato anche il Piano Strutturale unico della Val di Cornia.
Lunedì 19 marzo, alle ore 9,30, nella sala riunioni dell’hotel Phalesia a Piombino, ci sarà la presentazione pubblica e l’avvio delle consultazioni sulla nuova bozza di regolamento edilizio, che diventerà parte integrante degli strumenti urbanistici dei Comuni della Val di Cornia.
Intanto, sul sito web del Comune di Piombino, è attivo un forum di discussione, indirizzo http://forum.comune.piombino.li.it, per raccogliere osservazioni e scaricare anche i documenti necessari.
Durante l’iniziativa pubblica sarà interessante ascoltare le principali norme contenute nel nuovo regolamento edilizio unico per tutta la Val di Cornia che, ad esempio, prevede che gli edifici di nuova costruzione debbano installare pannelli fotovoltaici. La stessa indicazione vale per gli immobili con destinazione turistico-ricettiva, i quali devono attivare impianti solari termici o da altre fonti rinnovabili per soddisfare il fabbisogno annuo di acqua calda sanitaria.