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POSTE, IL COMUNE NON SI ARRENDE: “CONFLITTO TOTALE”

IL SINDACO PROMETTE LINEA DURA, SE NON SARA' ACCOLTA L'ESTREMA OFFERTA DI UN UFFICIO NELLA BISCOTTERIA. A DUE GIORNI DAL TRASLOCO POCHE CODE E LAMENTELE. L'AZIENDA: NEMMENO SIENA HA TRE SPORTELLI

POSTE, IL COMUNE NON SI ARRENDE: "CONFLITTO TOTALE"

Sembravano rassegnati, gli utenti delle poste che stamattina affollavano – e nemmeno troppo, a dire il vero – l’unico ufficio rimasto aperto a Portoferraio, quello di via Carducci. Niente file, rare le lamentele. Eppure i disservizi ci sono: per esempio chi ha ricevuto un avviso di raccomandata dopo le 13.30 di martedì, potrà ritirarla solo sabato mattina dopo le 10, nella nuova sede di via Manganaro. Questo, a causa del taglio degli altri due uffici della città. Un taglio a lungo preannunciato,iniziato poi con la chiusura dell’ufficio di Carpani, e a lungo contestato, da cittadini, politica e amministrazione comunale.
E gli amministratori, invece, rassegnati non sembrano: “Noi abbiamo fatto il possibile – si è rammaricato il sindaco Peria, nella conferenza stampa di stamani – offrendo a poche centinaia di euro l’affitto di un locale comunale. Se Poste Italiane dirà di no anche a questa ipotesi, la conflittualità d’ora in poi sarà totale”.
E’ deluso dall’azienda, Peria: “Sicuramente – ammette – deluso perché ci aspettavamo da Poste italiane un atteggiamento più attento e più responsabile insomma, non si può guardare soltanto gli aspetti economici ma bisogna guardare anche gli aspetti sociali”.
“Nell’estremo tentativo di venire incontro alle esigenze di economicità che Poste ci ha prospettato, abbiamo offerto a Poste Italiane un locale nel palazzo della Biscotteria”, ha spiegato l’assessore al Sociale Cosetta Pellegrini.
L’azienda sostiene che il numero di movimenti postali di Portoferraio giustifica la presenza di un solo ufficio. “Ci è stato detto che ne ha tre l’intera città di Siena – ha confermato il sindaco Peria – e che quindi Poste italiane non avrebbe potuto permettersi più di un ulteriore sportello, oltre a quello di prossima apertura”.
Ora non è esclusa una nuova mobilitazione popolare. “Se ci sarà e ci saranno i presupposti – ha annunciato il sindaco – io ci sarò”. Non ci sarà invece all’apertura del nuovo ufficio: “Non ci sarò, per impegni diversi, perché sarò al congresso del mio partito. Ma in ogni caso non ci sarei mai stato”.