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Lettere: “E SE VOLESSIMO PIU CONDIZIONATORI ACCESI?”

ELBA 2000: "IL PARCO HA I COMPITI CHE LA LEGGE GLI ASSEGNA"

Lettere: "E SE VOLESSIMO PIU CONDIZIONATORI ACCESI?"

Apprendiamo che il Parco (cioè Mario Tozzi) ha convinto Terna, Enel e poi la Regione Toscana della necessità di uno stop riguardo al progetto di rinnovamento della rete di distribuzione di energia elettrica all’isola d’Elba. Più in particolare, si tratta del progetto di sostituzione del cavo sottomarino e di una nuova linea elettrica “per fare fronte – dice Tozzi – “alla dilagante domanda legata all’insensato uso dei condizionatori”.
Ora, può darsi che vi sia del vero: è sicuramente necessario che il progetto venga analizzato in modo approfondito e magari è probabile che l’elettrodotto non debba essere fatto o, quantomeno, debba essere interrato, ameno in alcuni punti. Ma se l’Elba ha bisogno di più energia esiste un problema E, se non si risolve, rimane aperto e deve essere affrontato seriamente.
Evidentemente, l’intervento di Tozzi è in linea con l’impulsività del personaggio che – nel prendere posizione su questioni che attengono alle sue ”verità” – si lancia spesso in azioni estemporanee, a volte anche clamorose.
In verità, non dovrebbe stupire che un ambientalista convinto come Tozzi sogni un’isola “non-oil” e che faccia propaganda affinché gli enti pubblici intervengano negli strumenti di programmazione territoriale per perseguire questo fine: fa il suo mestiere, diffonde la sua verità, così come i cardinali diffondono legittimamente le loro “verità” sulla famiglia. Ma le decisioni, poi, le devono prendere, in piena coscienza, coloro che hanno ricevuto un mandato popolare per farlo. Quindi, con tutto il rispetto: preti in chiesa e ambientalisti nelle riserve (ambientali).
Mario Tozzi è il presidente di un parco che racchiude poco meno della metà del territorio dell’isola. I suoi compiti sono quelli che gli assegna la legge istitutiva. Lui stesso lo ha ricordato, nel corso dell’incontro alla De Laugier, agli ascari che volevano subito incoronarlo “governatore dell’isola”. Sottolineando che lui non si sentiva il padrone di casa ma, molto più semplicemente, un “ospite critico”. Come vogliono vivere gli elbani non è una questione che gli compete, soprattutto nelle zone esterne al parco. Non è compito suo di stabilire se gli elbani consumano troppa corrente e utilizzano in modo sconsiderato l’aria condizionata. Né tanto meno di intervenire presso l’Enel per bloccare lavori -se questi sono ritenuti indispensabili per non mandare in crisi l’industria turistica- senza un piano alternativo elaborato con il contributo di tutti. E’ noto, ad esempio, che i sistemi di climatizzazione sono requisititi indispensabili per ottenere categorie superiori nella classificazione delle strutture ricettive e costituiscono un elemento indispensabile negli standard internazionali di qualità, se l’isola vuole tenersi al livello della notoriamente agguerrita concorrenza internazionale. Si può capire, che un presidente di un Parco possa sentirsi nei panni di un governatore inglese di un’isoletta (era già successo a Tanelli) e che, in un delirio, sogni l’ “isola perfetta” (quella, per intenderci, dalla quale fuggirono i nostri nonni per non morire di fame, rifugiandosi in paesi come l’Australia l’Argentina, ecc.), ma come fa la Regione Toscana a ignorare i rappresentanti delle popolazioni locali, le categorie economiche, gli elbani tutti, e a prendersi la responsabilità di bloccare una progetto ritenuto fino a quel momento importante per lo sviluppo dell’isola? Si continua, purtroppo, a prendere decisioni che riguardano il nostro futuro come se non esistessimo. E’ difficile immaginare qualcosa di più irresponsabile, antidemocratico, e offensivo per gli elbani. E il fatto che Tozzi non sembri rendersene conto, non rende la cosa meno grave. Anzi.