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PORTOFERRAIO AFFIDA AD ESA LA DISCARICA DI LITERNO

IL CONSIGLIO HA VOTATO IL MANDATO PER L'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE DEI LAVORI DI AMPLIAMENTO. MINORANZA ANCORA DIVISA. PASSATI 2 ANNI DALLA PROPOSTA DI ZINI PER L'ALLARGAMENTO DI ESA

PORTOFERRAIO AFFIDA AD ESA LA DISCARICA DI LITERNO

Il comune di Portoferraio, per la parte che gli compete, ieri ha “affidato” ad Esa la discarica di Literno per il suo ampliamento, operazione che nelle intenzioni del sindaco e della società dovrebbe abbattere gli altissimi costi del servizio di smaltimento, ora demandato alla discarica di Rosignano (peraltro di recente rincarata). Formalmente, la delibera del consiglio è un mandato alla società per il conseguimento della Autorizzazione integrata ambientale. E’ stata approvata ieri con il voto favorevole della maggioranza e di Giuliano Fuochi, mentre Simone Meloni non ha partecipato al voto e Marcello Giardini ha votato contro (assenti gli altri della minoranza).

Ora Esa aspetta analogo provvedimento da parte degli altri comuni. Una delibera che non è affatto scontata, almeno in tempi brevi, dal momento che è anche su questo affidamento che si sono registrate perplessità e contrarietà, come quella dell’amministrazione di Rio Marina, che ha rilevato come una crescita ulteriore del patrimonio e del capitale sociale di Esa andrebbe a beneficio della società e del comune di Portoferraio – che ne detiene la quasi totalità delle azioni – e a scapito degli altri, che anche per il protocollo d’intesa del 2005 dovranno entrare prima o poi con quote azionarie più rilevanti, e con la partecipazione al Consiglio d’amministrazione. Bosi in particolare ha chiesto che prima si proceda con l’allargamento della società a partner privati, esigenza condivisa – seppur con tempi diversi – anche da Peria. Frangioni ha posto ai comuni una specie di ultimatum: o arriva l’autorizzazione entro marzo, o riconsegno ai comuni la chiave della discarica, e se la vedranno loro.

Intanto sono passati quasi due anni dalla bozza presentata dal comune di Portoferraio per l’allargamento della società. La proposta, di cui non si è più parlato, studiata dal vicesindaco di Portoferraio, Angelo Zini (delegato alle Società partecipate) prevedeva un percorso in tre tappe. Nella prima tappa gli altri sette comuni elbani sarebbero entrati nella compagine azionaria con una quota percentuale corrispondente alla produzione di rifiuti come definita già nel 2001. Portoferraio sarebbe sceso al 35%, e gli altri sarebbero stati dal 16% di Campo al 3% di Rio Elba.
La tappa successiva – quella della ricapitalizzazione della società, mediante conferimento di beni immobili – avrebbe variato nuovamente i rapporti di forza all’interno della compagine azionaria, con Portoferraio al 56,6%, e gli altri dal 10% di Campo al 2% di Rio Elba.
La tappa successiva – spiegò Zini – sarebbe stata il risultato di un confronto politico fra le amministrazioni comunali, da discutere con l’ipotesi di ingresso in Esa dei partners privati, ma con un “nocciolo duro” di azioni in mano ai comuni. In caso di ingresso dei privati nella società, la situazione azionaria finale, secondo gli amministratori portoferraiesi, avrebbe potuto essere questa: Portoferraio al 17,85%, Campo all’8,16% Capoliveri al 7,65%, Porto Azzurro al 5,10%, Marciana al 4,59%, Marciana Marina e Rio Marina al 3,06%, Rio Elba all’1,53%. Per un totale di azioni in mano pubblica che ammonterebbe al 51%.