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Lettere: "MA QUEI DISSIDENTI NON SONO DUE MATTI" - Tirreno Elba News
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Lettere: “MA QUEI DISSIDENTI NON SONO DUE MATTI”

"MOLTO IRRITUALE LA MOZIONE DELLA PROVINCIA. MA ROSSI E TURIGLIATTO - ORA AGGREDITI, NON SOLO VERBALMENTE - HANNO FATTO QUELLO CHE E' STATO SBANDIERATO PER ANNI NELLE PIAZZE PACIFISTE. O SCHERZAVANO?"

Lettere: "MA QUEI DISSIDENTI NON SONO DUE MATTI"

E’ molto irrituale la “solidarietà prodiana” della Provincia, e ancor più strana la scomunica (“irresponsabili”) per i componenti di un’altra istituzione: due senatori che hanno esercitato il loro mandato secondo coscienza e – come prevede la Costituzione – senza vincolo di mandato, decidendo di non partecipare al voto sulla relazione di D’Alema.

Ma anche nel merito la mozione della Giunta – probabilmente dettata dall’emozione – lascia molto perplessi.
Non voglio dire – come altri – che quei due, Turigliatto e Rossi, siano stati gli unici coerenti dentro la sinistra “antagonista”, o comunista. Ma questa accusa di irresponsabilità per i dissidenti, peraltro già espulsi dai rispettivi partiti, non convince per nulla. Additare alla pubblica gogna i due capri espiatori sembra una giustificazione di comodo, un’attenuante un po’ semplicistica, anche dal punto di vista politico.

Insomma, non si può dire che siano due matti che si sono svegliati male, o due marziani, o due pedine di un complotto della Spectre contro il governo progressista di Prodi. E non lo si può dire per una serie di ragioni: 1) Intanto il loro “voto contrario” non è stato determinante, numericamente, anche se nessuno lo dice. 2) ci sono almeno altri 4-5 senatori pronti a fare altrettanto fra un mese, quando si tratterà di decidere il rifinanziamento della missione in Afghanstan (dove fra un mese si combatterà davvero). Alcuni lo hanno già annunciato al Senato “Fiducia o no”, ha anticipato il verde Bulgarelli. 3) (Soprattutto) Rossi e Turigliatto non hanno assunto una posizione eccentrica. Hanno fatto quello per anni è stato detto, sbandierato, professato, gridato, cantato nelle “piazze pacifiste” italiane.
Solo ora scopriamo che era solo propaganda, che erano solo parole al vento, di una sinistra che a questo punto sarebbe lecito definire “parolaia”
Troppo comodo insultarli come hanno fatto ieri una scatenata capogruppo comunista, e aggredirli anche fisicamente come nella prodezza di un dirigente del PdCI. I veri irresponsabili sono quei partiti, quei segretari, quei leader che in questi anni (almeno dal 2001) hanno vezzeggiato l’estremismo, lo hanno accarezzato, assecondato, coccolato, che ne hanno fatto motivo di forza politica, di ricatto, ne hanno beneficiato quanto a esposizione mediatica e forza elettorale.
Milioni di persone sono state mobilitate con parole d’ordine precise, e molto nette, che non ammettevano compromessi. Solo una settimana fa Bertinotti ha detto: “Andrei a Vicenza, se potessi”. Dove sono finite quelle parole d’ordine, quelle canzoni, quegli slogan? Avevano scherzato?

Alberto Giannoni