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LACONA, (STAVOLTA) SARA DEMOLITO L’ABUSO SULLE DUNE

IL MANUFATTO RISALE ALLA FINE DEGLI ANNI OTTANTA, E RICADE SU UN'AREA DEL PARCO DI GRANDE PREGIO. DOMANI GIA' UN SOPRALLUOGO DI COMUNE E FORESTALE. BALLERINI: "DECISAMENTE COSTRUTTIVO IL PRIMO INCONTRO"

LACONA, (STAVOLTA) SARA DEMOLITO L'ABUSO SULLE DUNE

Sarà demolito il manufatto abusivo costruito sulle dune di Lacuna. Una piattaforma in cemento costruita alla fine degli anni Ottanta e ricadente nel Parco nazionale, in un’area considerata di grande valore ambientale, una sorta di “giardino botanico a cielo aperto”, in cui dei ricercatori dell’Università di Firenze hanno scoperto delle specie rare nel litorale toscano (la Romulea columnae, la Crucianella maritima e la Malcolmia ramosissima, scoperte da ricercatori dell’Università di Firenze).
Il presidente Tozzi già doveva saperne qualcosa: aveva fatto un accenno alle dune nel suo discorso d’insediamento alla De Laugier: “Potrei incatenarmi lì”, aveva scherzato. Ma che avesse preso a cuore il problema lo conferma il sindaco Ballerini: “Ci stavamo ancora stringendo la mano e mi disse: ‘Ho saputo che c’è del cemento sulle dune di Lacona’. Da parte mia – aggiunge Ballerini – c’è stata subito la disponibilità a procedere in tempi brevi a risanare la zona, e così è stato. C’è stato un primo incontro, decisamente costruttivo, e ha portato un buon risultato: per la prima volta verrà abbattuto un abusivo a Capoliveri”.
Ieri è stato lo stesso Tozzi ad avvertite tutti i giornali, e Ballerini ha confermato: “Domani mattina si recheranno sul posto l’assessore Di Vita, che si occupa di Lacuna, il vicesindaco Cardelli, e la Forestale, per decidere come intervenire”. La spesa si aggira intorno ai 15 mila euro, che intanto sborserà il comune, ma che saranno poi addebitate al proprietario, che si è aggiudicato con un’asta giudiziaria quell’area su cui doveva sorgere un locale, prima che i lavori fossero bloccati. Fu emessa un’ordinanza di demolizione di quella costruzione, rispettata solo in parte. Già nel 2001 il Parco di Tanelli annunciò che erano state attivate “procedure tese all’abbattimento delle opere”, con precise indicazioni del ministero dell’Ambiente.
Ora sembra che si faccia sul serio.

Ri. Bl.