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RIFIUTI, “SI ALLA NUOVA SOCIETA’, MA DOPO LITERNO”

I SINDACI NON HANNO RESPINTO LA RICHIESTA DI BOSI, MA L'HANNO POSTICIPATA ALL'AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA. PERIA A TENEWS: "SOLO QUESTO RIDUCE I COSTI, L'AFFIANCAMENTO VA BENE, MA NON BASTA"

RIFIUTI, "SI ALLA NUOVA SOCIETA', MA DOPO LITERNO"

La questione dei rifiuti è tornata prepotentemente d’attualità. Nel giorno dell’incontro convocato dalla Provincia per assecondare l’affidamento all’Elbana servizi ambientali (Esa) della discarica del Literno (che dev’essere ampliata), il sindaco di Rio Marina ha detto il suo “no”.
In un’intervista rilasciata al Tirreno, in cui ha definito “scandaloso” il costo del servizio, Bosi ha chiesto – prima di approvare il passaggio ad Esa della discarica – l’entrata in scena di un nuovo soggetto, “dotato di capacità gestionali e finanziarie” tali da arrestare la spirale di tariffe e Tarsu.
La riunione è stata piuttosto tesa, il sindaco di Rio Marina ha chiesto una discussione riservata rispetto al presidente di Esa, Giovanni Frangioni.
L’ipotesi di una nuova società che affianchi Esa non è stata scartata dagli altri comuni, ma posticipata rispetto ai lavori del Literno. Come ci ha confermato il vicesindaco di Rio Elba, Luigi Paoli, il problema è quello dei tempi. “I tempi per fare ciò che ha chiesto Bosi sono lunghi – ha detto Paoli – quelli per presentare il progetto per il Literno sono abbastanza ristretti. L’assesore provinciale Garufo ha presentato il protocollo d’intesa affinché i comuni diano la delega a Esa, e questo dovrà avvenire entro giugno. Poi c’è anche l’iter che dovrà seguire la Provincia. Bosi vuole seguire contemporaneamente tutti e due le cose. Nessuno a detto di no. C’è solo qualche perplessità sui tempi”.
Sentito poco dopo la fine della riunione, anche il sindaco di Portoferraio ha rivelato: “L’affiancamento di Esa non è una novità. Ci sono state diverse ipotesi, abbiamo dei contatti con Consiag spa, un’holding della cintura fiorentina partecipata da 21 comuni, che sembra interessata. Ma è fondamentale che entro febbraio i comuni autorizzino Esa, in modo da garantire l’ampliamento della discarica del Literno. Fatto questo serviranno 2 milioni e 700 mila euro, abbiamo già sondato la Regione, che si è mostrata disponibile”.
I tempi dunque: si profila un braccio di ferro, con Bosi che non sembra intenzionato a dire “si”, e gli altri comuni che si dicono disposti ad affiancare Esa solo dopo il “si” che consentirà i lavori a Literno. “Bisogna partire – ha sottolineato Peria – e deve farlo Esa, che deve strutturarsi, dopo aver superato una fase difficile. C’è l’accordo con il comune di Campo (che ospita la discarica, ndr), e si discute con i comuni di centrodestra”.
“Nessuno – scandisce Peria – pensi che l’ingresso di un nuovo socio abbatta i costi, che si riducono solo con l’ampliamento del Literno”.