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TAPPA AL GINEVRO PER LE DOMENICHE DEL GRANITO - Tirreno Elba News
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TAPPA AL GINEVRO PER LE DOMENICHE DEL GRANITO

APPUNTAMENTO ALLE 10 IN PIAZZA DEL CAVATORE A CAPOLIVERI

TAPPA AL GINEVRO PER LE DOMENICHE DEL GRANITO

Le “domeniche del granito” fanno tappa nel versante orientale. Per la prima volta la rassegna gratuita, giunta alla terza edizione, e organizzata dai tre consorzi dell’Elba occidentale (Costa del Sole, Caposantandrea e L’Elbavoglio) insieme al centro escursionistico Il Viottolo e all’Associazione culturale di San Piero, porterà il “popolo delle passeggiate” a scarpinare per i sentieri che tagliano bacini e cantieri delle ex miniere di ferro dell’anello orientale.
L’appuntamento è alle 10 di domenica 4 febbraio a Capoliveri, in piazza del Cavatore, di fronte alla sede del municipio. “Da lì – spiega Umberto Segnini, anima del Viottolo – il serpentone dei partecipanti punterà in direzione del monte Calamita. Toccati i 412 metri della vetta, dalla quale si gode di un panorama davvero emozionante, la carovana passerà dal Poggio delle Torricelle, sentiero che porta direttamente all’ex miniera in galleria del Ginevro. Grazie all’interessamento della municipalizzata Caput Liberum potremmo visitare, in via del tutto eccezionale, la miniera che si sviluppa per decine di metri sotto il livello del mare. Si potranno ammirare gli strumenti di lavoro utilizzati nell’ex miniera fino agli anni ’70, i binari sui quali il minerale veniva trasportato in superficie, apprendere i segreti, ma anche le difficoltà, della vita di quelle decine di persone che spendevano la loro esistenza alla ricerca del ferro”.
Tornati in superficie sarà il momento della pausa pranzo in riva al mare. Poi il rientro verso Capoliveri, passando per il sentiero panoramico che tocca la località di Poggio Fino. A quel punto gli escursionisti potranno approfittare della festa paesana che animerà i vicoli e le piazze di Capoliveri, in programma proprio nella giornata di domenica.
Una passeggiata “inconsueta” per gli affezionati delle “Domeniche del granito”, lontana dai paesaggi ai quali negli ultimi anni sono stati abituati, ma non meno affascinante e ricca di spunti storici e culturali. “È l’occasione – commenta Segnini – di avvicinarsi a luoghi spesso rimossi e dimenticati che fino agli anni ’70 e per decine e decine di anni hanno rappresentato l’unica ancora di salvezza per le famiglie di mezza isola. Ed è il tentativo di rinsaldare i legami con il passato toccando con mano quei luoghi che conservano praticamente intatta la storia più vera e spesso sofferta dei nostri nonni”.