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CAPACITA’ GESTIONALE E COMUNICATIVA I CRITERI PER SCEGLIERE I PRESIDENTI DEI PARCHI, SECONDO PECORARO

IL MINISTRO: "FAR PARTIRE I CONSIGLI DIRETTIVI INSIEME AI PRESIDENTI"

CAPACITA' GESTIONALE E COMUNICATIVA I CRITERI PER SCEGLIERE I PRESIDENTI DEI PARCHI, SECONDO PECORARO

Presto sara’ messa la parola fine ai commissariamenti per i parchi nazionali italiani. Sono 8 le aree protette senza un presidente. Ora si accelera. ”Condivido totalmente la necessita’ di superare i commissariamenti dei parchi italiani e le scelte che si stanno facendo sono basate sul principio della competenza e della qualita’ e non piu’ di appartenenza ai partiti”. Lo ha detto il ministro dell’ Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, rispondendo al Question Time alla Camera. ”Questo Governo – ha riferito Pecoraro Scanio – ha ereditato ben otto parchi commissariati: Arcipelago Toscano, Appennino Tosco-Emiliano, Aspromonte, Cilento, Monti Sibillini, Foreste Casentinesi Circeo, Parco d’ Abruzzo Lazio e Molise. Per tutti questi sono gia’ in corso rapporti con le Regioni competenti per la definizione delle intese”. Le intese, ha ancora riferito il ministro, ”sono state gia’ raggiunte sul senatore Fausto Giovanelli per il parco dell’ Appennino Tosco-Emiliano; su Mario Tozzi per l’Arcipelago Toscano. Lazio e Abruzzo hanno rilasciato poi l’intesa, su proposta del Ministro, di Giuseppe Rossi, direttore di Federparchi.
”Inoltre, fin da giugno – ha aggiunto Pecoraro – sono state avviate le procedure per la designazione dei componenti dei consigli degli enti, in cui sono coinvolti anche altri soggetti per cui stiamo procedendo in modo che non appena ultimate le nomine dei presidenti si possano insediare rapidamente e contestualmente i consigli d’amministrazione”.
”Tutta l’attenzione è rivolta a fare in modo che i parchi si riprendano” ha detto ancora il ministro ricordando che nella Finanziaria per la prima volta dopo anni di tagli le risorse risalgono e l’auspico è ora perchè il Parlamento sblocchi quel 2% della legge sulla spesa pubblica che impedisce ai parchi di utilizzare, per esempio, perfino fondi di donazioni. ”Tutto questo per un impegno forte perche’ la rete dei parchi nazionali funzioni, sia efficiente e – ha detto Pecoraro – sia gestita non negli interessi particitici ma negli interessi degli italiani e della natura”.
Sui parametri presi in considerazione per le nomine Pecoraro ha enunciato una sorta di vademecum: competenza in funzione alle caratteristiche e alle tipologie delle varie aree protette ma anche conoscenza del luogo, livello di rappresentanza, capacità gestionale, capacità di comunicazione e relazione che i candidati sono in grado di portare a vantaggio delle aree protette.