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PECORARO PROVA A “SALVARE IL SOLDATO TOZZI”, CONVOCATI A ROMA GIOVEDI TUTTI I SINDACI DEL PARCO

IL MINISTRO DELL'AMBIENTE HA CONVOCATO PER IL 19 OTTOBRE UN INCONTRO CON I SINDACI DEL PARCO, ALLA PRESENZA DEL GOVERNATORE REGIONALE MARTINI E DEI PRESIDENTI DELLE PROVINCE DI LIVORNO E DI GROSSETO

PECORARO PROVA A "SALVARE IL SOLDATO TOZZI", CONVOCATI A ROMA GIOVEDI TUTTI I SINDACI DEL PARCO

Prova a metterci una parola buona Pecoraro, per salvare il “soldato Tozzi”.
A conclusione di una settimana di polemiche infuocate intorno alle dichiarazioni del neo designato presidente del Parco nazionale – ancora in attesa di ratifica della commissione Ambiente del Senato – interviene in prima persona il ministro dell’Ambiente, il “verde” Alfonso Pecoraro Scanio.
E lo fa convocando tutti i sindaci elbani, nell’evidente intento di ricucire i rapporti fra Tozzi e il territorio, così come aveva fortemente richiesto lo stesso presidente della Regione Toscana, Claudio Martini.
L’incontro però – come abbiamo appreso da fonti ministeriali – non si farà all’Elba, come molti avevano auspicato e come sembrava dovesse essere in un primo momento, bensì a Roma, al numero 44 di via Cristoforo Colombo, nella sede del ministero.
Dopo una lunga serie di contatti fra il gabinetto del Ministro, il commissario del Parco Carugno e gli uffici portoferraiesi dell’ente, a causa dei molti impegni politici del ministro (molto caldo è il dossier-Finanziaria), si è convenuto di convocare per la mattina di giovedì 19 ottobre i sindaci dei comuni compresi del Parco, i presidenti delle province di Livorno e di Grosseto – Giorgio Kutufà e Lio Scheggi – e lo stesso presidente della Regione Toscana Claudio Martini.
Sarà forse l’occasione, per Mario Tozzi, di presentare le sue scuse formali ai sindaci
chiamati in causa e offesi dalle dichiarazioni contenute nella oramai famigerata intervista, in attesa del completamento dell’iter parlamentare della sua nomina e del suo conseguente insediamento negli uffici di via Guerrazzi. E sarà anche l’opportunità, per i sindaci, di ricevere precise garanzie sul fatto che il parco non sarà solo una recinto entro il quale conservare la natura dell’arcipelago, ma anche un propulsore delle umane attività che in quella preziosa natura si sono da secoli insediate. (Oppure di piantare un tale caso da far capire al ministro e al presidente Martini che questa nomina non s’ha più da fare. Ma ne avranno la forza e il coraggio e l’unità?).