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INCENDIO A UNA RIVENDITA DI FRUTTA, E’ DOLOSO

IN FIAMME LOCALI E ATTREZZATURE PER DECINE DI MIGLIAIA DI EURO – GLI IMPIANTI ELETTRICI ERANO STATI DISATTIVATI, NESSUN CORTO CIRCUITO

INCENDIO A UNA RIVENDITA DI FRUTTA, E' DOLOSO

Ancora un incendio all’Elba, con pochi dubbi sulle sue origini dolose. Erano le otto e un quarto di sera di giovedi 12 ottobre, quando un agricoltore capoliverese ha visto, dal proprio terreno sul piano di Mola, un fuoco basso e un po’ di fumo sprigionarsi da una struttura precaria in legno che ospita da un paio di anni una rivendita di frutta che i due giovani gestori, Massimo e Annalisa Di Mascio, hanno chiamato “Frutteria Green Paradise”. I ragazzi, originari di Cassino e residenti nel comune di Portoferraio in località Campo ai Peri, avevano chiuso la loro graziosa baracchina – che si trova proprio a due passi dalla provinciale, subito dopo il bivio per la spiaggia di Lido – solo un paio di giorni prima per fare un salto a trovare i parenti, dopo il lavoro di una intensa stagione estiva.
Appena il tempo per i testimoni oculari di guardare meglio e il fuoco divampava, attaccando le strutture in legno della rivendita di frutta. Immediato l’allarme ai Vigili del Fuoco, contemporaneo l’arrivo dei volontari della Novac di Capoliveri e di quelli della Misericordia di Porto Azzurro, insieme a molti altri privati transitati dalla strada ed accorsi in aiuto.
Purtroppo c’era ben poco da fare: le fiamme erano violentissime, e fortunatamente i pompieri tenevano lontane le persone, perchè quasi subito all’interno della baracchina in legno – una struttura di quasi 40 mq – scoppiava una bombola del gas . Fortunatamente la deflagrazione veniva attutita dalle saracinesche in lamiera, evitando ulteriori danni.
Al termine delle operazioni di spegnimento, ultimate intorno alle 23, restava ben poco: la baracca era distrutta con tutto il suo contenuto, bilance, cella frigo e registratore di cassa. Il fuoco non aveva risparmiato neanche un furgone Fiat Daily, parcheggiato lì accanto e contenente attrezzature per il giardinaggio usate dai ragazzi per una loro attività collaterale. Il danno più grosso riguardava però un trattore agricolo nuovissimo, di circa 40 mila euro di valore, che era nel retro della baracca. Proprio sul trattore si sono indirizzate le indagini dei Vigili del Fuoco, perchè sarebbe da lì – stando ad alcune testimonianze visive – che è partito il fuoco. Pochi dubbi sull’ipotesi di dolo, anche perchè la fornitura elettrica era disattivata da alcuni giorni, escludendo quindi la possibilità di un corto circuito. Oltre 60 mila euro il valore presunto del materiale andato distrutto con la baracchina.
Massimo e Annalisa Di Mascio, i due giovani imprenditori che gestivano la graziosa attività, erano da due giorni a Cassino, a casa dai parenti, quando sono stati raggiunti dalla notizia. Hanno viaggiato tutta la notte per tornare all’Elba e vedere distrutto il frutto del proprio lavoro. “Abbiamo dato fastidio a qualcuno?” Questa la domanda che si facevano i due ragazzi, attorno ai quali si è subito stretto un cerchio di solidarietà. Molti gli elbani accanto a loro questa mattina, a chiedersi perchè continuano ad accadere episodi di questo genere. Episodi sui quali gli inquirenti stanno già lavorando: il fascicolo, fin troppo grosso come volume, è quello degli “incendi dolosi”.