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"ELBA ARRETRATA. IL PARCO NON GUARDERA' AL TURISMO", UN PUTIFERIO SU TOZZI, SCRICCHIOLA LA NOMINA AL PNAT - Tirreno Elba News
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“ELBA ARRETRATA. IL PARCO NON GUARDERA’ AL TURISMO”, UN PUTIFERIO SU TOZZI, SCRICCHIOLA LA NOMINA AL PNAT

SI E' APERTO UN VERO CASO, DICHIARAZIONI DEFINITE "OFFENSIVE, INAUDITE, GRAVISSIME, MALDESTRE". CHIESTA UNA SMENTITA CATEGORICA, NON E' ARRIVATA. L'ITER QUASI PERFEZIONATO, MA LA NOMINA NON C'E' ANCORA

"ELBA ARRETRATA. IL PARCO NON GUARDERA' AL TURISMO", UN PUTIFERIO SU TOZZI, SCRICCHIOLA LA NOMINA AL PNAT

Le uscite del professor Tozzi, neodesignato presidente del Pnat, hanno scatenato un vero e proprio putiferio. “Offensive, inaudite, gravissime, maldestre, presuntuose, sopra le righe”. Sono solo alcuni dei commenti che gli amministratori elbani hanno riservato alle dichiarazioni del geologo romano, che ha consigliato loro una seduta psicanalitica, e ricordato che il Parco “non è lì per sistemare i loro amici e parenti”, constatando inoltre che l’Elba “sconta un’arretratezza culturale impressionante”, ed escludendo che il Parco possa essere veicolo di promozione turistica (“vedremo… forse in bassa stagione”).
Ovviamente è scoppiato un caso politico-istituzionale, il cui clamore si può misurare con il numero delle dichiarazioni rilasciate dai sindaci o raccolte dai giornali locali. Un caso che può pregiudicarne la nomina a presidente? E’ difficile da dire. La designazione del professor Tozzi a presidente del Parco nazionale è già stata ratificata dalla commissione Ambiente della Camera. Resta solo il si del Senato. Il treno della nomina è già partito, ed è molto vicino alla stazione d’arrivo. Ma non siamo così sicuri che l’iter di nomina possa essere perfezionato così, facendo finta di nulla (non scordiamoci che la designazione è stata sostanzialmente imposta all’Elba e ai suoi sindaci). Ci sembra che siano queste le “gravi conseguenze” prefigurate anche dal presidente Alessi, in mancanza di una “smentita categorica”.
Lui, Tozzi, avuto notizia del pandemonio elbano, in giornata ha cercato di smentire: “Era un discorso generale – ha cercato di rimediare nel pomeriggio parlando con un sito ambientalista – quello che posso aver detto è che è da matti non rendersi conto di avere un patrimonio così importante”. Ha cercato di ridimensionare la disastrosa uscita, derubricandola a un incidente diplomatico. Il giornalista che lo ha intervistato per “30 giorni” però ha confermato tutto, parola per parola. Fino a sera sono continuate a piovere dichiarazioni di condanna e prese di distanza da tutte le parti, anzi, più a sinistra che a destra. Martini, Peria, Schezzini. Galli ha detto: “stia attento, potremmo querelarlo”, Ballerini “le nevrosi sono curabili, le psicosi no”. “Ma chi si crede, Napoleone?”, ha chiesto Bosi. Il tentativo di smentita non dev’essere parso molto convincente nemmeno a lui, se è vero che intorno alle 21 il professore ha ritenuto di fare un’ulteriore precisazione: “Sono stato interpretato in modo scorretto e spiacevole”. Se era una smentita categorica e netta quella chiesta da Alessi e dagli stessi suoi alleati Verdi, non si può dire che sia arrivata. Sembrava più un messaggio di scuse, una sorta di “non lo faccio più”, un po’ com’è accaduto per l’altro caso che lo ha visto protagonista, quello delle offese a Ruini e alla Chiesa. Lì Tozzi fu costretto a una imbarazzata marcia indietro: “Sono stato maldestro e me ne scuso, era per sdrammatizzare”, disse.
Stavolta, nel nostro piccolo, è ancora peggio, la gaffe è stata doppia. Il problema non è tanto la questione dello psicanalista per la “conferenza dei sindaci”. Ancor più grave, dal punto di vista degli amministratori locali, è il discorso sul parco solo conservazione, e non anche sviluppo e turismo.
L’impressione è che i sindaci, e gli elbani in generale, si trovino di fronte un personaggio con cui pensano di non riuscire a parlare. E che gli ambientalisti temano che questo possa dare al Parco il colpo di grazia. Altro che rilancio.

Tenews