Quantcast
TURATI HA AVUTO RAGIONE E GRAMSCI TORTO, ALTRIMENTI OGGI, VI CHIAMERESTE ANCORA COMUNISTI E NON RIFORMISTI - Tirreno Elba News
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

TURATI HA AVUTO RAGIONE E GRAMSCI TORTO, ALTRIMENTI OGGI, VI CHIAMERESTE ANCORA COMUNISTI E NON RIFORMISTI

GRAMSCI FU UN INTELLETTUALE DI PRIM'ORDINE, MA IL SUO "LASCITO CULTURALE" NON PUO' AIUTARCI A COMPRENDERE LA REALTA' CONTEMPORANEA

Gramsci? … Toh, guarda chi si risente! Erano anni ormai che un militante o erede di quello che fu il “glorioso partito di Gramsci, Togliatti e Berlinguer “ non tirava in ballo uno dei suoi“padri nobili”, tanto che m’ero convinto che fossero stati riposti in soffitta insieme con Stalin e Lenin e Mao Tse Tung. No, mi correggo, il segretario dei DS Fassino ha rammentato ultimamente Berlinguer, ma per dire che nello scontro politico tra lui e Craxi, era quest’ultimo che aveva ragione.
Il fordismo e l’americanismo? Mah… da quello che ne so non furono esperienze così negative, anzi mi pare che lo stesso Gramsci le giudicasse una tappa necessaria al raggiungimento di quello stadio di maturazione del capitalismo che avrebbe favorito la rivoluzione comunista. O mi sbaglio? In tutti i casi, penso che si possa affermare che abbiano introdotto nuovi sistemi produttivi e nuove relazioni industriali e sindacali i cui effetti producono benefici anche al giorno d’oggi. E ciò accadeva mentre in URSS i comunisti imponevano con la forza i famigerati piani quinquennali. Al momento credo che nessuno, per seguire il “lascito culturale” di Gramsci, sarebbe disposto a rinunciare ai vantaggi che il fordismo e l’americanismo, tutto sommato, ci hanno procurato, se pur accompagnati dagli effetti alienanti della catena di montaggio. Comunque oggi l’economia mondiale vive una fase del tutto diversa che ha mantenuto ben poco del fordismo e non a caso viene chiamata post industriale. Oggi i robot hanno preso il posto della catena di montaggio, il terziario è cresciuto a dismisura e le relazioni sindacali hanno perso efficacia, a vantaggio della “privatizzazione” della conflittualità aziendale. E probabilmente se l’Italia vive il pericoloso ritardo economico di cui parli, non è a causa del fordismo ma del suo mancato superamento . E ciò è accaduto soprattutto per colpa di coloro (Rifondazione innanzitutto, ma in parte anche i DS) che negli anni passati si sono arroccati a difendere posizioni tardo-capitaliste, mentre i grandi del mondo occidentale procedevano verso la finanziarizzazione delle loro economie. Per questo, oggi, siamo l’unico grande stato occidentale alle prese con la concorrenza dei paesi emergenti. Parli del comunismo come un qualcosa che si è esaurito naturalmente, in maniera dolce, dopo aver raggiunto i suoi obiettivi, quasi fosse un padre che ormai giunto al termine di una lunga vita, lascia una grande eredità morale e materiale ai discendenti, perché proseguano nel solco da lui tracciato. Purtroppo non è così il comunismo è imploso (laddove è finito) per la miseria, la morte, i gulag e la mancanza di libertà; ed ha lasciato dietro di sé scenari economico-sociali a dir poco raccapriccianti. Altrove, come in Cina, invece sta correndo a grandi passi verso il più truce dei capitalismi. Mentre negli altri paesi, dove ancora sopravvive, è fortemente impegnato a superare il suo triste primato (dei cento milioni di vittime)
Caro Dario, dici di essere arrivato ai DS senza essere passato per il comunismo di cui rivendichi, però, gli alti valori morali, mentre al contrario, attribuisci ai socialisti la responsabilità di ogni nefandezza e malgoverno. Sarebbe facile risponderti, che tu oggi collabori strettamente con una cospicua parte degli allora pessimi socialisti, alla cui testa sta l’allora supervituperato Intini (a meno che tu non pensi che pessimi siano solo quelli che ora non stanno con voi; ma stai attento che se Bobo salta il fosso, dovrai riabilitare anche quest’ultimi). Ma ti risponderò solo dicendo che dai convegni degli addetti ai lavori risulta che la corruzione politica nella cosiddetta seconda repubblica, anziché scomparire, è addirittura aumentata. Per quanto riguarda, invece, il malgoverno, ti dirò che avete tra le vostre file i due massimi responsabili della politica economica del PSI: Benvenuto e Amato. E se quest’ultimo l’avete fatto presidente del consiglio, vuol dire che così male, in fin dei conti, non avevano governato. Sbaglio o avete organizzato anche dei convegni sulle riforme del primo centrosinistra (quello vero)?
Ricordati comunque che per quanto sia giusta e necessaria la moralizzazione della vita pubblica, il moralismo non può e non deve essere uno strumento di lotta politica. Tanto più che, al di là di chi ha vinto o chi ha perso quella guerra per bande (soprattutto mediatica), che va sotto il nome di mani pulite, nessun partito ne è sortito indenne.
Cordiali saluti
NANNI GIOIELLO