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PORTO AZZURRO : SEQUESTRATA UNA SPADARA DI OLTRE 5000 METRI DALLA GUARDIA DI FINANZA

L’OPERAZIONE DEGLI UOMINI DELLA SQUADRIGLIA NAVALE DELLE FIAMME GIALLE DI PORTOFERRAIO E’ AVVENUTA NEL TARDO POMERIGGIO DI LUNEDI 12 – IL SEQUESTRO E’ AVVENUTO SU UNA IMBARCAZIONE DA PESCA D’ALTURA ELBANA, PROVENIENTE DA MARINA DI CAMPO

PORTO AZZURRO : SEQUESTRATA UNA SPADARA DI OLTRE 5000 METRI DALLA GUARDIA DI FINANZA

E’ stata ufficializzata da un comunicato della Guardia di Finanza la notizia, che già circolava da qualche giorno, del sequestro di una rete da posta derivante, meglio conosciuta come “spadara”, a bordo di un peschereccio d’altura ormeggiato da qualche tempo nel porto di Porto Azzurro.
Gli uomini della squadriglia navale delle Fiamme Gialle di Portoferraio, nel tardo pomeriggio di lunedì 12 settembre, a seguito di segnalazioni ricevute e ad una conseguente attività di controllo nelle acque dell’Isola d’Elba e del Canale di Piombino, sono intervenuti a bordo del peschereccio rinvenendo a bordo la spadara, lunga oltre 5000 metri per un’altezza di 15 metri.
In pratica, l’imbarcazione avrebbe potenzialmente potuto mettere in acqua oltre 75.000 metri quadrati di questa rete, destinata come dice il nome alla cattura dei pesce spada, una rete fra l’altro che viene messa in mare seguendo un percorso a “esse” per esaltarne le capacità di cattura, creando così un vero e proprio muro sottomarino. Per questo la spadara è considerata una delle reti più dannose ed impattanti, perché poco selettiva e con un altissimo numero di catture accessorie, fra cui possono capitare spesso anche delfini, squali o tartarughe marine.
I Finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale di Livorno, in questo periodo, hanno effettuato altri controlli di questo tipo non solo dalla base navale di Portoferraio ma anche da quelle di Marina di Carrara, Livorno e Porto Santo Stefano. Durante l’operazione, mirata alla salvaguardia del patrimonio ittico, sono stati segnalati alle autorità competenti dalle Fiamme Gialle oltre 30 soggetti, alcuni dei quali con specifici precedenti in materia di pesca illegale per uso di strumenti vietati.
Le attrezzature complessivamente sequestrate, oltre 25 reti di varie metrature, hanno un valore di oltre 70.000 euro, e saranno distrutte a seguito del provvedimento di confisca stabilito per Legge, mentre il pescato rinvenuto è stato reimmesso in mare, quando possibile, o ceduto ad istituti di beneficenza o volontariato.
I controlli della Guardia di Finanza sono avvenuti anche grazie a segnalazioni pervenute dai rappresentanti delle diverse marinerie di pesca, che più volte hanno lamentato il mancato rispetto delle norme da parte di alcuni pescatori, sia locali che in transito, che con la loro condotta arrecano gravi danni al patrimonio ittico della nostra zona.