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PENSIERI E PAROLE NEL NOVANTESIMO COMPLEANNO DI RAFFAELE SANDOLO - Tirreno Elba News
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PENSIERI E PAROLE NEL NOVANTESIMO COMPLEANNO DI RAFFAELE SANDOLO

Correva l’anno … Era il giorno del mio 80 °compleanno, il giorno dell’ultima festa grandiosa per il mio compleanno.
Ricordavo tutti i miei compleanni ma il mio ultimo, meravigliosamente festoso, era ancora impresso nella mia memoria.
Quel mattino del 30 agosto 2017, nel giardino di casa, all’isola d’Elba, c’erano tanti bambini che giocavano. Alcuni giovanotti con le fidanzate parlottavano , amici e amiche scherzavano e , poi, tante persone a me care erano sedute sulle scalette di pietra. Mia figlia Jessica, con il marito Carlo e la figlia Flaminia, era venuta da Roma per la mia festa a Campo. Era agosto ma c’erano tanti fiori, alcuni coltivati da me con amorevole cura, altri mi erano stati inviati. Mi sentivo un poco stanco visto che al mattino mia nipote Flaminia, allora diciassettenne, mi aveva portato alla Messa e poi a fare un piccola passeggiata sul lungomare. Ero contento di passeggiare con lei e di godermi il paesaggio del mare con la costa verso Fonza. Il porticciolo per le barche da pesca era proprio davanti a noi due, racchiuso in un piccolo specchio d’acqua, riparato da ogni parte e con l’entrata nel lato nord. Nel golfo non c’erano più ancorati i panfili a vela e gli Yacht di qualche decennio prima. Nel porto canale a La Foce, dove era stato attrezzato un porto turistico con i servizi necessari, si intravvedevano gli alberi di molte barche a vela ed alcuni panfili di lusso. Il ritorno fu piacevole soprattutto perché, incontrando amici e conoscenti, ricevevo saluti di auguri in continuazione Poi via delle Case Nuove mi appariva sempre più bella, lastricata col granito di San Piero e con tanti vasi di fiori ai lati. L’area di parcheggio per servizio, ridotta al minimo necessario. Un vero giardino sognato dagli abitanti della zona per molto tempo! Arrivai a casa sedendomi in giardino, nel verde. Verso mezzogiorno arrivò Silverio Avellino, pescatore e cantante-chitarrista, con la sua chitarra, e cominciò ad allietarci con musiche napoletane tradizionali, popolari italiane e americane, scegliendo quelle che io amavo maggiormente. Vivevo la mia intima felicità, in quell’armonia di note e colori, quando arrivarono tutti gli invitati, fra cui alcuni parenti che vivevano in paese.
Il pranzo fu meraviglioso, non solo per i buoni piatti cucinati da Jessica, aiutata da una cuoca campese, ma anche per l’atmosfera positiva e gioiosa. Mio fratello Mario, che era presente con la moglie Annie e la figlia Sophie, campionessa di golf già affermata, aveva stappato alcune bottiglie di champagne ed invitava tutti a bere. Non si faceva altro che scherzare ma anche di pensare ai programmi del prossimo futuro con vacanze di piacere e viaggi in paesi lontani. Volare in aereo, per alcuni, era pericoloso, ma a me non faceva paura. Ero abituato a volare sin dai tempi del mio soggiorno negli Stati Uniti a fine anni ’80, quando lavoravo con la National, multinazionale anericana del settore dell’Informatica. Talvolta prendevo l’aereo anche due volte al giorno! Il terrorismo aveva ormai superato la sua fase più acuta e, dopo drammi, di terrore e fiamme, si stava spengendo. Gli aerei, i nuovi aerei superveloci, erano molto sicuri. Io sognavo di ritornare oltreoceano per visitare ancora New York e vedere le sale del Museo di Arte Moderna detto Moma. Sognavo una bella vacanza nelle Haway e di andare ancora in Cina. Nel frattempo Silverio, con la sua consueta cordialità e simpatia, dopo aver velocemente assaporato i primi piatti e bevuto con parsimonia, continuava ad allietare il nostro tempo con le sue melodie. Prima di alzarci da tavola mio fratello e Sophie, prima applaudirono e poi, poi alzando i calici, ….”Auguri, auguri nonno Raffaele per il tuo 80° compleanno! Auguri anche per il Torino, la tua squadra di calcio. Quest’anno ha vinto il campionato di serie A”. Fui profondamente felice per l’affetto e la partecipazione di tutti.
Ero ancora immerso in questi pensieri quando qualcuno accese la televisione. La voce della presentatrice mi distolse. Stava dicendo parole rassicuranti :” Oggi, 30 agosto 2027, San Gaudenzio. Tempo buono su tutta la penisola … Domani, continuerà il sereno ma si rafforzerà il vento da nord e da nord-ovest. Alto Tirreno un poco mosso con vento di maestrale.”. Lasciai le mie riflessioni sul mio ultimo compleanno meraviglioso e pensai “Tutto come sempre. Il maestrale soffia spesso a Campo”. Poi, San Gaudenzio, il santo patrono dell’isola, mi fece ricordare Pianosa. Stavo per ricadere ancora col pensiero nel passato, alla mia prima volta a Pianosa, allora quindicenne, con mio padre … ai miei sessanta anni, quando frequentavo Pianosa impegnato nel controllo delle visite turistiche appena agli inizi. Improvvisamente sullo schermo televisivo iniziò una trasmissione religiosa dove si raffrontavano, in dibattito, Cristiani, Ebrei e Mussulmani. La presentatrice, molto carina, procedeva con stile e cercava di smussare i contrasti per procedere in armonia. Stavo seguendo un poco le parole televisive quando arrivò mio fratello Mario seguito dalla moglie e dalla figlia. Lasciò una borsa con dei regali e poi, rivolgendomi lo sguardo…“Ciao! Devo dire che Campo è sempre bella. Prima c’era solo la spiaggia che attraeva ma ora c’è tanto verde ed il mare è molto pulito. Mi ricorda il mare dell’Elba, quando ero giovane. Poi vedo che si stanno rivalutando alcuni angoli storici e dei monumenti del passato”. Continuò :”Ho parcheggiato la mia Jaguar nell’ampio e nuovo parcheggio dietro la Posta ed ho fatto una bella passeggiata per via Roma e via Marconi”. Nel frattempo era arrivata mia cugina Mariella col marito Sandro, seguito dai figli con le nuore. “Auguri, Auguri Raffaele” disse e mi dettero alcuni pacchetti con i regali. Poi intervenne Carlo, mio genero, dicendo “Pace, serenità e buona salute a tutti”. Da lontano si sentiva ancora la televisione “Attrito fra la Cina e la Korea unificata”. Qualcuno disse:” Non sono problemi nostri!”. Dissi “Non sono d’accordo! Viviamo in un villaggio globale e i problemi cinesi sono anche i nostri come sono nostri i problemi fra l’Australia e il Giappone e quelli fra Somalia, Etipia e Kenya. I nostri problemi del passato… i problemi della diffusa immigrazione, crearono all’Italia e all’Europa situazioni talvolta drammatiche. Si capì allora che la nostra casa era anche l’Europa e si viveva su un territorio molto ampio…il mondo”. Alcuni partecipavano con molta attenzione e si stava avviando una discussione vivace fra noi quando Jessica disse” Tutti a tavola! Nel giardino ci sono i tavoli per i bambini e quelli per i grandi”. Anche questa volta mio fratello aprì con Sophie alcune bottiglie di Champagne per l’aperitivo e quindi ci mettemmo a sedere. La televisione era spenta e Silverio, con la sua chitarra, non c‘era. Niente musica nell’aria ma solo un cinguettio di voci attorno ai tavoli. Cominciammo a pranzare … e alla fine arrivò la torta a otto piani con una grande candelina accesa. Con una forte soffiata la spensi. La torta fu tagliata e ognuno ebbe la sua parte. A quel punto mia nipote Flaminia, ventisettenne, si alzò e disse. “Oggi è un giorno meraviglioso. Festeggiamo il 90° compleanno di nonno Raffaele. …..Auguri!”. “Auguri, Auguri Auguri …” fu la risposta di tutti. Poi Flaminia riprese” Non dimenticatevi che anche fra dieci anni dobbiamo essere qui tutti a festeggiare il 100° compleanno”. Io mi alzai e sorrisi. Poi dissi” Grazie di cuore … e arrivederci al 30 agosto 2037. Tutti..dico tutti …dobbiamo esserci e cercate di portare nuovi figli e altri nipoti! Dovrà essere una grande festa. La festa della vita” Scoppiò un grande applauso che diffuse la nostra gioia per tutta la collina.

Raffaele Sandolo
elbasun@infol.it