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TRA PASSITO E PASSIONE, IL REGOLAMENTO URBANISTICO SECONDO ELBA 2000 - Tirreno Elba News
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TRA PASSITO E PASSIONE, IL REGOLAMENTO URBANISTICO SECONDO ELBA 2000

Sarà dipeso, forse, dal fatto che la presentazione del regolamento urbanistico avveniva contestualmente ad una mostra sui vini che le cose si sono un po’ complicate: almeno metà dei portoferraiesi era già fuggita quando l’architetto Mauro Parigi, intorno alle 12 30, ha iniziato l’illustrazione delle mappe colorate del regolamento. L’altra metà, invece, le ha ascoltate ma non capite, perché i colori erano sballati: Parigi parlava di zone verdi, rosse e color albicocca, ma i portoferraiesi vedevano solo due colori: un gialliccio cecio e un verde zucchino. Che fosse il proiettore scassato o Parigi daltonico il risultato è stato che coloro che erano andati per sapere se si potevano fare la casa non l’hanno capito. Un peccato perché le cose non erano cominciate male.

Il dott. Roberto Peria, sindaco del capoluogo, si era presentato puntuale alla caserma de Laugier, in camicia bianca con cravatta e un borsa nera in mano.

Quando si è avvicinato al microfono e ha incominciato a parlare si è subito capito che, sapendo di parlare ad una platea difficile procedeva con molta prudenza, il suo fluente politichese ne ha fortunatamente risentito a vantaggio della chiarezza e della concretezza. Certo non è stato facile, ma potremmo dire che se l’è cavata benissimo nel dire quello che doveva essere detto e tacere quello che doveva essere taciuto. Facciamo un solo esempio: parlando del campo da golf ha detto ” la società dovrà fare il campo di 18 buche, solo allora potrà ottenere il resto”. Ha detto giustamente delle diciotto buche, ma non ha detto che cos’era il resto, cioè 1500 metri di volumetria che corrispondono a 25 appartamenti . Perché non lo ha detto? Poteva apparire troppo a chi non riuscirà a farsi la prima casa, non avendo campi da golf fa portare in contropartita. Il sindaco è stato quindi abile, misurato e complessivamente all’altezza della situazione.

Un po’ lunga, ma approfondita e precisa, la relazione letta con voce sicura dall’arch. Coltelli, la quale ha ricevuto un lungo e insistito applauso, lasciando il dubbio se esso fosse dovuto alla precisione della relazione o al sollievo perché era terminata.
L’avvocato Lupi è intervenuto con estrema chiarezza, dando a coloro che volessero poi presentare delle osservazioni alcune dritte per non appesantire l’iter.
Poi è stata la volta dell’arch Mauro Parigi il quale, nonostante fosse tardi e la sala continuasse a svuotarsi, ha pensato di fare una relazione politica delle scelte fatte, ripetendo ciò che aveva detto il Sindaco e aggiungendo altri elementi che invece di dare risposte hanno aperto interrogativi.
Es.: è legittimo legare la concessione di volumetrie agli alberghi solo se rimarranno aperti almeno nove mesi? O dare ai campeggi la possibilità di mettere case mobili a condizione di ridurre la ricettività? Chi spenderebbe centinaia di milioni di vecchie lire per guadagnare meno?

C’è da sperare che si tratti di casi limite e che nel lavoro svolto non ci si sfuggito un principio importante: attraverso un regolamento urbanistico si pongono regole all’interno delle quali, i cittadini hanno la facoltà di esercitare un diritto, diritto che eserciteranno solo se ne ricaveranno dei vantaggi. Se il diritto non verrà esercitato vorrà dire che la norma era astratta, e quindi inutile. Gli elbani , insomma, tanto per fare un esempio, non torneranno a zappare la vigna solo perché nel regolamento sono previste zone a vocazione vitivinicola.

Il problema della prima casa è stato affrontato in modo variegato; bisognerà vedere bene, ma probabilmente molti rimarranno senza potersela fare, specie coloro che hanno il terreno nelle zone ad insediamento diffuso.

Ma a parte questo, che non è poco, sembra che l’Amministrazione, finalmente, sia pronta a confrontarsi con i cittadini. Il tecnico sembra comunque preparato, aperto, e livornese. I portoferraiesi, che lo pagano bene (il che non guasta), si attendono che eserciti tutta la sua professionalità ed esperienza, consolidata anche in altri comuni elbani, per risolvere i loro problemi.