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UN GIOVANE DI IMOLA UCCIDE UN CORMORANOCON UN FUCILE SUBACQUEO, DENTRO IL PARCO

LEGAMBIENTE: "PARCO, COMUNE E MINISTERO DELL’AMBIENTE CHIEDANO DANNI E PUNIZIONE ESEMPLARE"

UN GIOVANE DI IMOLA UCCIDE UN CORMORANOCON UN FUCILE SUBACQUEO, DENTRO IL PARCO

Erano ormai diventati amici dei bagnanti i cormorani della Finiccetta, una piccola spiaggia subito dentro il confine del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, a Marciana Marina.
Una presenza nota e gradita, una piccola colonia di uccelli marini, che si era recentemente arricchita di una nidiata di pulcini, e che si faceva avvicinare tranquillamente dai nuotatori.
“I ‘Marvoni’- dice un comunicato di Legambiente – così si chiamano i Cormorani in dialetto marinese, erano diventati il simbolo del vicino Porto e della pulizia delle acque e della naturalità delle spiagge di sassi e delle scogliere della Finiccia”.
“Nel pomeriggio di domenica 28 agosto – raccontano gli ambientalisti – davanti agli allibiti bagnanti, che dalla spiaggia urlavano di lasciar perdere i pacifici cormorani, un gruppo di teppisti armati di fucile subacqueo – in violazione di ogni norma sulla pesca sportiva – si sono avvicinati al piccolo gruppo di scogli, ad una manciata di metri dalla riva, sui quali i Cormorani sono soliti asciugare le ali e riposarsi dopo le fatiche della pesca, ed hanno sparato ad uno degli uccelli – appartenenti ad una specie protetta – trapassandolo con un arpione ed uccidendolo”.
Agli agenti del Corpo Forestale dello Stato e della Capitaneria di Porto chiamati dai bagnanti, non è rimasto altro che fermare e denunciare un giovane diciottenne di Imola con ancora il fucile subacqueo in mano e multare lui e i suoi compagni per le violazioni commesse in mare.
“Per noia, per un divertimento osceno, per pura crudeltà, dispetto e spregio – afferma l’associazione ambientalista – si è ucciso un animale pacifico, confidente con l’uomo, divenuto un’attrazione per i bagnanti e soprattutto per i bimbi che scoprivano come, a pochi metri dalle case, dal porto e dal turismo frenetico, l’Elba sappia ancora regalare momenti di selvatica vita marina in armonia con l’uomo e che dall’uomo finora otteneva rispetto ed attenzione”.
“La giovinezza e l’imbecillità del bracconiere, comunque adulto e maggiorenne, e dei suoi complici non può essere una scusa per un atto di così grave e perpetrato in un’area protetta. LEGAMBIENTE chiede al Comune di Marciana Marina, al Parco Nazionale, al Ministero dell’Ambiente di costituirsi parte civile per ottenere il massimo dei risarcimenti per destinarlo alla conoscenza, protezione e valorizzazione della costa della Finiccetta e dei suoi Cormorani, ma anche per far si che l’uccisore ed i suoi amici – concludono gli ambientalisti del Cigno Verde – abbiano la dura punizione che si meritano per un atto così insensatamente crudele”.