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PARIDE POGGIOFELICE "SONO UN UTOPISTA?" - Tirreno Elba News
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PARIDE POGGIOFELICE “SONO UN UTOPISTA?”

IO, PER STORIA E FORMAZIONE POLITICA, STO’ CON I RIFORMISTI

Cari amici di Tenews, purtroppo non è come avete scritto voi, anzi è il contrario: sono stato “costretto” a lasciare l’Elba perché ho finito le ferie. Ed eccomi sul continente, ma per quanto mi sarà possibile continuerò a seguire i fatti elbani tramite i giornali e i forum on line. Nanni Gioiello sostiene che non è “facile per nessuno abbandonare la vecchia casa”, e lo capisco perché lo fu anche per me quando il 3 novembre del 1961 dovetti abbandonare lo scoglio natio. Ma la casa di cui parla Gioiello è un’altra, è quella politica. I partiti, d’altronde, sono strumenti e come tutte le macchine durano finché, nel caso specifico la società umana, non richiede nuove apparecchiature. Oggi, così come dodici anni fa, stiamo assistendo a nuovi mutamenti politici, perché siamo di fronte alla fine del berlusconismo, cioè siamo all’eutanasia del figlio di quel periodo. Si sta così delineando una destra teo-con, un’altra laico-gollista, un centro laico-popolare, una sinistra riformista (di governo) e un’altra protestataria. Queste, sistema elettorale maggioritario o proporzionale che sia, si alleano per affinità programmatiche. I riposizionamenti elbani di questi ultimi giorni ne sono la dimostrazione: Rio Marina docet. Io, per storia e formazione politica, sto’ con i riformisti. Ma qui è bene chiarire che cos’è oggi il riformismo. Innanzi tutto esso non è una ideologia, bensì un progetto che guarda avanti puntando a cambiare (appunto riformare) il capitalismo in direzione di una maggiore uguaglianza e di una maggiore giustizia sociale, e dove si fondono i valori e le storie di provenienza marxista, laica, e cristiana. Sarebbe opportuno, pertanto, ma solo per onestà intellettuale verso i cittadini, che Berlusconi & Company smettessero di usare il termine “riformista”. Oltre a ciò ho un sogno, e cioè che, anche grazie al mio impegno, i miei figli, o i figli dei loro figli, possano vivere in una comunità globale di donne e uomini solidali fra di loro e con la natura, con uguali opportunità sociali, culturali, economiche civili e di sesso, dove la libertà di ciascuno sia la condizione per la libertà di tutti, e dove siano sconosciuti il razzismo, le guerre, l’intolleranza e il fanatismo. Sono un utopista? Ciao, Paride di Poggiofelice