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IL "VILLAGGIO PAESE" NON PIACE NEMMENO A RIFONDAZIONE COMUNISTA: "SCELTA ORMAI INATTUABILE. SI USI L'AREA PER LA PORTUALITA'" - Tirreno Elba News
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IL “VILLAGGIO PAESE” NON PIACE NEMMENO A RIFONDAZIONE COMUNISTA: “SCELTA ORMAI INATTUABILE. SI USI L’AREA PER LA PORTUALITA'”

CHIAMATI IN CAUSA ANCORA I DS: "VEDIAMO CON RAMMARICO CHE SUL PROGETTO È NATO UNO STRANO CONNUBIO TRA VECCHIA E NUOVA AMMINISTRAZIONE, TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE" DICE IL PRC ELBA-VAL DI CORNIA

IL "VILLAGGIO PAESE" NON PIACE NEMMENO A RIFONDAZIONE COMUNISTA: "SCELTA ORMAI INATTUABILE. SI USI L'AREA PER LA PORTUALITA'"

Ci troviamo in piena sintonia con le ragioni sostenute dal consigliere Comunale di Rio Marina Lucia Fasola, che ha votato contro la scelta urbanistica della realizzazione del progetto “ Villaggio Paese” all’ultimo consiglio comunale. Unica voce in dissenso.
Il “villaggio paese”, progetto che proviene dalle vecchie amministrazioni Diversi e sostenuto tenacemente da sempre dall’attuale presidente del parco Marchetti,
è datato inizio anni ’80, quando le scelte urbanistiche venivano dettate dalla cultura elbana che prevedeva interventi edificatori invasivi e per nulla armonizzati con il territorio ed il suo tessuto sociale.
Vediamo i risultati, sicuramente fallimentari dal punto di vista economico, con la scelta di realizzare le strutture di Ortano e Capo D’Arco, sicuramente sovradimensionate.
Scelte che non hanno prodotto nessuna ricaduta economica sul territorio di Rio Marina, hanno depredato territorio ad esclusivo beneficio di una fascia elitaria di turismo che rimane confinata nelle proprie riserve e realizza solo una manciata di posti precari per un tempo limitato alla stagione.
Con la chiusura dell’attività estrattiva si era pensato di riconvertire l’economia di quel territorio verso scelte improntate allo sviluppo turistico dell’area; si pensò di utilizzare il territorio minerario come richiamo per un turismo diverso, prevedendo tutta una serie d’interventi nelle aree minerarie che servissero ad aumentare la domanda. Fu disegnato il progetto del Parco Minerario, al’interno del quale si prevedeva percorsi guidati, centri ristoro, recupero dei manufatti a scopo educativo, aree di sosta e tutta una serie di sevizi collegati (Musei, sala convegni centri di studio) ed infrastrutture orientate per rendere appetibile il pacchetto turistico che l’area proponeva.
Auspicando flussi turistici notevoli nacque l’ipotesi del “Villaggio Paese”. La struttura doveva rispondere alla carenza di posti letto che il Comune aveva in vista dell’aumento di presenze che sicuramente il Parco Minerario avrebbe dirottato su quel territorio. I progetti pensati per il Parco Minerario rimangono, come ben sottolinea l’intervento della Fasola, per buona parte un libro dei sogni. Non si sono realizzati tutti quei servizi auspicati e la domanda non corisponde alle aspettative auspicate. Non si comprende come si possa mantenere ancora attuabile la scelta del Villaggio Paese, così come si era pensato venti anni prima. Una analisi più attenta, considerando anche la crisi che l’industria turistica stà soffrendo su tutto il territorio Elbano, avrebbe sicuramente consigliato l’amministrazione Bosi a eliminare l’insensata previsione di costruire una struttura di dimensioni cosi invasive a ridosso dell’abitato.
Oggi vediamo con rammarico che sul progetto è nato uno strano connubio tra vecchia e nuova amministrazione, tra maggioranza e opposizione in consiglio comunale.
Le ragioni del nostro no alla realizzazione dell’ Albergone , da ora in poi lo chiameremo così per comodità, sono state più volte dichiarate in questi ultimi anni e qui le riproponiamo:

(Analisi fatta da Rocco Basso, del PRC, nel novembre del 2003)

L’area dove deve essere realizzato il progetto è una zona strategica per l’espansione del paese, soprattutto se si pensa alla portualità della quale si dovrà necessariamente tenere di conto nel prossimo futuro. Ipotizzare l’ attracco delle navi traghetto verso Vigneria e realizzare all’interno della struttura portuale esistente oggi un approdo turistico pùò divenire un’ipotesi seria ed opportuna.
Questa scelta potrebbe:
– imprimere una svolta decisiva all’economia del paese grazie al porto turistico ed alla sua forte ricaduta economica;
– consentire di realizzare un porto passeggeri che, se moderno e sicuro, potrebbe incidere positivamente sulle sorti di tutto il versante orientale dell’Isola e consentirebbe di decongestionare la zona portuale di Portoferraio.
– consentire di migliorare la mobilità di passeggeri e veicoli sull’intera Isola.

Le strutture portuali hanno bisogno di spazi rilevanti, a terra, per la viabilità e per i servizi connessi ai passeggeri come alberghi e quant’altro.
Pertanto nel programmare il futuro del nostro territorio, cerchiamo di dar vita ad un progetto ragionato e sensato.
Smettiamo di prendere per buono tutto quello che ci “passa il convento”.
Rio Marina ha già sperimentato la realizzazione di grandi impianti ricettivi; sa bene valutare i costi ed i benefici che queste tipologie danno alla comunità; si rinunci quindi a ripercorrere questa strada con un mega impianto atto ad ospitare circa 1.000 persone: avrebbe un impatto così massiccio e poco compatibile su un paese che conta meno di duemila abitanti.
E’ necessario invece lavorare per dotare il turismo di quei servizi di cui c’è tanto bisogno, in un quadro di programmazione che tenga conto delle risorse complessivamente disponibili sul territorio.
Investire le potenzialità volumetriche delle aree ex demaniali, a fini recettivi, con il progetto del “villaggio paese”, pregiudicherebbe ogni altra ipotesi seria di riconversione, poiché tutta l’area a ridosso del capoluogo marinese ne risulterebbe significativamente compromessa.
Rio Marina può aspirare, per le sue caratteristiche urbanistiche, geografiche e culturali, ad avere un ruolo di rilievo sull’Isola; questo, però, se gioca bene le sue potenzialità.
Invece, in questo insensato progetto di realizzazione di un ulteriore mega impianto turistico, è forte il rischio di consolidare le modalità già viste nei ben noti venta-club e simili, dove si offre agli ospiti, insieme al soggiorno, la visita al parco minerario e alle comunità locali….pacchetto “prezzo tutto compreso”.
Sicuramente, in questo modo, avremo offerto alle solite holding pronte ad agguantare l’affare, un buon investimento, spendendo un patrimonio collettivo di risorse che non saranno mai più fruibili né recuperabili.
Non spacciamo tutto questo per sviluppo!