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CASO CERBOLI: PER LEGAMBIENTE “E’ SCONCERTANTE CHE IL SINDACO SCHEZZINI MINIMIZZI”

"A CHI GIOVA TANTO CLAMORE? A CERBOLI, CHE RIMARRA' COSI' COM'E", RISPONDONO GLI AMBIENTALISTI. L'ASSOCIAZIONE CONFERMA CHE UN UN PROGETTO DI RECUPERO STAVA PER ESSERE PRESENTATO IN COMUNE, E BOCCIA L'IDEA DELL'ASSESSORE REGIONALE CONTI: "NO AL BUSINESS SULL'ISOLA, SIA ESSO PUBBLICO O PRIVATO"

CASO CERBOLI: PER LEGAMBIENTE "E' SCONCERTANTE CHE IL SINDACO SCHEZZINI MINIMIZZI"

“E’ abbastanza sconcertante la lettura minimizzatrice che il Sindaco di Rio nell’Elba – Catalina Schezzini, DS – dà della vicenda di Cerboli”. Questo l’incipit dell’ennesimo comunicato emesso da Legambiente su questo nuovo caso, o presunto tale, che interessa l’Arcipelago Toscano e i suoi territori.
“Tanto rumore per nulla – dice, più o meno, Catalina Schezzini – anzi, Cerboli sarebbe stata messa in vendita su internet solo perché qualche sprovveduto – LEGAMBIENTE – abboccasse all’amo”.
“Quella del Sindaco – secondo Legambiente – più che un’ipotesi ci pare fantascienza: ci sembra strano che per far abboccare all’amo il Cigno si sia calata un’esca che di Cerboli non faceva nemmeno il nome, nascondendola dietro l’anonima dicitura “Residence” e dietro centinaia di immobili, e togliendo così qualsiasi parvenza appetitosa al boccone che gli ambientalisti avrebbero dovuto inghiottire, tanto è vero che la scoperta della vendita di Cerboli, per tre milioni e mezzo di euro, è avvenuta per puro caso e che quell’esca è stata frettolosamente tirata fuori dalla rete di internet non appena LEGAMBIENTE l’ha scoperta”.
“Infatti –continuano gli ambientalisti – insieme al boccone c’era anche un Piano di Recupero che, ci risulta, fosse pronto ad essere presentato in Comune a Rio nell’Elba da noti partecipanti al banchetto di “Elbopoli”, del quale Cerboli doveva essere una succulenta portata. Una tavola imbandita alla quale non sembra essere estraneo qualche pescecane della speculazione nazionale ed internazionale”.
“Al Sindaco Schezzini ricordiamo che LEGAMBIENTE ha detto da subito che l’offerta di vendita di Cerboli era avariata e che bisognava ribadire con forza i vincoli ambientali ed urbanistici invalicabili che non permettono di costruire NIENTE sull’isola.Ringraziamo il Sindaco ed il Consiglio Comunale di Rio nell’Elba per averlo fatto”.
“Per questo -afferma ancora il comunicato di Legambiente- ci preoccupa che qualcuno possa pensare – come ha detto l’Assessore Regionale Conti – ad un uso di Cerboli che possa comprendere anche del “business”, magari con un acquisto pubblico dell’Isola”.
“Noi non crediamo –affermano gli esponenti del Cigno Verde – che per salvaguardare Cerboli debbano essere spesi soldi pubblici da Regione e Comune – altra cosa è il diritto di prelazione non esercitato da Parco e Ministero dell’Ambiente al momento della vendita da parte degli eredi dello scrittore Cassola -, l’isola deve e può restare così”.
“Non è necessario che l’uomo intervenga e “valorizzi” tutto e dappertutto, ci sono frammenti di territorio italiano, e le piccole isole come Cerboli in particolare, che devono rimanere intatte, integre da qualsiasi intervento, crediamo sia per questo che quello scoglio sia stato giustamente classificato Zona di Protezione Speciale dall’UE e riserva integrale dal Piano del Parco Nazionale. In casi come Cerboli si “valorizza” solo lasciando che la natura si riprenda il suo dominio, lasciando tutto così com’è”.
“La ricerca scientifica – unica attività consentita in un’area con quei vincoli – non necessita certo di strutture sull’isola per studiare la popolazione di Marangoni dal ciuffo o le lucertole Pordacis sicula Cerbolensis o la consistenza della flora mediterranea. Cerboli può essere invece un gioiello marino intoccabile che, proprio per questo, crea occasioni per la costa elbana, magari con attività subacquee contingentate e controllate.
Quindi, nessun regalo o risarcimento pubblico agli speculatori immobiliari nazionali ed internazionali”.
“Stavolta -conclude Legambiente – hanno fatto un investimento sbagliato, si sono comportati e si comportano come elefanti in un negozio di cristalli e siamo felici di aver contribuito a svelare almeno parte dei mille inghippi di Cerboli e i molti vetri frantumati. “Cui prodest”, a chi giova tutta questa attenzione su Cerboli? Chiede Catalina Schezzini: semplice, a Cerboli!”