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A CAVO UNA SERATA DEDICATA ALLA SCRITTURA DAL PIANETA CARCERE

LETTURA DELLE OPERE PREMIATE NELLE TRE EDIZIONI DEL PREMIO LETTERARIO NAZIONALE “EMANUELE CASALINI”

A CAVO UNA SERATA DEDICATA ALLA SCRITTURA DAL PIANETA CARCERE

Una serata diversa, un’iniziativa insolita per l’Isola d’Elba del periodo estivo. La rotonda dell’Hotel Pierolli a Cavo, giovedì scorso ha ospitato il numeroso pubblico dell’iniziativa “La scrittura come libertà”, organizzata dalla Pro loco di Rio Marina e Cavo.
Il Premio di poesia e prosa, dedicato alla memoria di Emanuele Casalini, è nato proprio dal legame con l’ Isola d’Elba e dai contatti con il carcere di PortoAzzurro, dalla collaborazione tra la società di San Vincenzo de’Paoli e l’Università delle tre età e dalla sua sede del carcere di Porto Azzurro .
Le opere premiate nelle precedenti edizioni state lette da Arnaldo Gaudenzi e da alcuni membri della giuria.
Durante la serata, Lucia Casalini, moglie di Emanuele Casalini, ha illustrato brevemente le motivazioni principali che sostengono il Premio letterario ed in particolare quella di far conoscere molte persone che vivono all’interno del carcere e di dare loro una voce.
Ernesto Ferrero, il presidente della giuria, dopo aver ricordato la sua idea sui contesti, e sulle possibilità ad essi legate per il destino degli uomini, ha parlato del valore della scrittura come strumento di conoscenza e di autoconoscienza nell’uomo, e , rivolgendosi in particolare ai giovani, ha espresso loro l’augurio di trovare degli insegnanti in grado di trasmettere non conoscenze e sapienza ma passioni e soprattutto desiderio per la ricerca continua.
Invece Annamaria Maria Rimoaldi, direttrice della Fondazione Bellonci, ha sottolineato come Lucia Casalini abbia capovolto la realtà dei premi letterari italiani “pensate a cosa significa vendere un libro- ha detto- significa esternarsi, mettersi in evidenza, mentre in questo caso noi entriamo nella realtà intima (il carcere, la pena da scontare) di persone che non hanno questa volontà”.
Paolo Ferruzzi e Raffaella D’Esposito hanno invece ricordato alcune delle loro esperienze di attività svolte all’interno del carcere.
Pablo Gorini ha infine brevemente ricordato la figura di Emanuele Casalini.