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MA PIANOSA NON E' MURUROA - Tirreno Elba News
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MA PIANOSA NON E’ MURUROA

NON E' STATO IL CERMIS, NON E' STATA USTICA, NON CI SONO VITTIME, NON C'E' DISASTRO AMBIENTALE. PIANOSA NON E' MURUROA. E SE COMINCIASSIMO A DARCI UNA REGOLATA?

MA PIANOSA NON E' MURUROA

Hanno fatto il giro d’Italia, e probabilmente non solo, le immagini che Tele Tirreno Elba ha realizzato in esclusiva, grazie alla Capitaneria di Porto di Portoferraio e alla Guardia Costiera, alla nave tedesca della NATO “Alliance”, incagliata a Pianosa da sabato.
Nel frattempo, una pioggia di prese di posizione, sospetti e supposizioni sull’accaduto.
Ambientalisti scatenati, interpellanze parlamentari da ogni parte dello schieramento politico, dichiarazioni, allarmi e smentite a tutti i livelli.
Intanto, la Procura della Repubblica di Livorno indaga sul fatto, che per fortuna non ha provocato danni né a persone né all’ambiente.
I fatti sono noti: ufficialmente a Pianosa per degli studi oceanografici, la nave è finita su una secca andando poi ad arenarsi, per evitare danni maggiori, su un basso fondale prospiciente la spiaggia di Cala Giovanna.
I sospetti sono altrettanto noti: pezzi di Stato preparavano la “militarizzazione strisciante dell’Isola piatta.

Lo scopo della presenza della “Alliance”, già segnalata a Pianosa anche la scorsa estate, sarebbe stato quello di testare segretamente dei robot subacquei, una sorta di siluri telecomandati progettati dagli statunitensi del prestigioso MIT (Massachussets Institute of Technology).
Per qualcuno dunque l’incagliamento dell’Alliance a Pianosa ha alzato il coperchio sui propositi di utilizzo militare della ex “isola del Diavolo”, utilizzo evidentemente diverso da quello turistico, o culturale, che molti soprattutto all’Elba auspicano, anche per il valore aggiunto che proprio Pianosa può dare in questo senso a tutto l’Arcipelago, con un potenziale per il momento ancora assolutamente non sfruttato.
Che dire? Intanto che per fortuna non ci sono stati morti da piangere, né feriti, né ad oggi risultano danni ambientali. A quanto pare neanche un mollusco, per dirla con Elba 2000, ha patito conseguenze di qualche natura. E questo ci solleva tutti (o forse qualcuno avrebbe preferito star qui a parlare di disastro ambientale?).
Per fortuna (o purtroppo, dunque) il disastro non c’è, non c’è stato. Non c’è stato il Cermis, non c’è stata Ustica. E sembra difficile pensare a Pianosa come alla nostra Mururoa (l’atollo del Pacifico dove l’ora pacifista Chirac testava anni fa le sue testate nucleari).
I robottini? E i siluri, e l’arma segreta, l’ “ordigno fine del mondo” alla Dottor Stranamore?
Chissà? Certo è che l’autorizzazione a girare le immagini che Teletirreno ha avuto il giorno dopo l’incidente fa pensare che non ci fosse poi molto da nascondere, in qualla missione, che non ci fosse niente di così terribilmente segreto, e ridicolizzano chi parla di “Isola blindata”.
E chi si strappa i capelli per la missione segreta a Pianosa non si fa una domanda semplice-semplice: ma se era così segreta, a Pianosa andavano a farla, questa missione, ad un passo da una delle Isole più trafficate, visitate, fotografate, navigate di tutto il Paese, ed essa stessa ormai visitata, fotografata, frequentata regolarmente dopo la chiusura del carcere.
Sapremo mai cos’è successo? Forse no, non tutto almeno. E’ così che va. Trattasi di cose militari, di cose NATO, di cui solitamente i comandi interforze non tengono informati gli assessori alla pace o i responsabili delle associazioni ambientaliste.
Ma nella NATO ci stiamo anche noi italiani (ed elbani), fino a prova (o a decisione) contraria.

Tenews