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“POVERI PARCHI”: PER LEGAMBIENTE CI SARA’ LO SMANTELLAMENTO DELLE AREE PROTETTE ITALIANE

UN DOCUMENTO DEL GOVERNO ANTICIPA IL DECRETO LEGISLATIVO SULLE AREE PROTETTE CHE ATTUA LA LEGGE DELEGA AMBIENTALE. PREVISTO IL TAGLIO TOTALE DEI CONTRIBUTI ORDINARI DELLO STATO E L'ADOZIONE DI FINANZIAMENTI A PROGETTO

“POVERI PARCHI”: PER LEGAMBIENTE CI SARA’ LO SMANTELLAMENTO DELLE AREE PROTETTE ITALIANE

Duro il commento di Roberto Della Seta, presidente di Legambiente: «Ecco
come i 24 saggi smantelleranno il sistema di aree protette italiane. Dopo
aver ridisegnato i vertici di tutti i Parchi attraverso commissariamenti ad
hoc e nomine lottizzate, si tagliano i finanziamenti pubblici. L’operazione
è chiara: annullare il ruolo dei Parchi e quello che di buono hanno
portato». Non solo, incalza Della Seta, «la consultazione ha rivelato tutta
l’arroganza della presidenza della Commissione dei 24: invitati per la
prevista consultazione sul contenuto dei decreti legislativi di riordino
della materia ambientale – come recita la lettera inviata dal ministero – ci
è stato chiaramente detto che non ci saranno resi noti i testi finchè non
verranno licenziati dalla presidenza del Consiglio. Una strana idea di
consultazione…».
Tempi duri per i parchi italiani se la delega ambientale dovesse
effettivamente vedere la luce. Perché questo è uno dei punti su cui sta
lavorando la commissione dei 24 saggi chiamata a riscrivere le norme
ambientali del nostro paese. A dare notizia del taglio ai finanziamenti è il
documento di 10 pagine consegnato ieri alle associazioni ambientaliste dal
capo di Gabinetto del ministero dell’Ambiente, Paolo Togni, durante un
incontro sui contenuti dei testi elaborati dalla commissione. Secondo il
documento si andrebbe verso il taglio dei finanziamenti ordinari ai parchi.
Si legge al punto “d”, pagina 7, «particolare rilevanza assumono le
disposizioni volte ad una generale ridefinizione dei criteri mediante i
quali vengono assegnate le risorse». Si prevede infatti, «un graduale
passaggio dalla forma di finanziamento attuale ad una nuova forma basata
sull’adozione di “finanziamenti a progetto”».
Ma le novità non si limiterebbero a questo. Perche, in materia di aree
protette, «va valutata l’istituzione di Autorità (nazionali o regionali)
alle quali affidare la gestione di aree protette terrestri e marine
ricadenti nel territorio di competenza di più regioni». Insomma, una piccola
rivoluzione per la gestione dei parchi: via i fondi ordinari, dentro i
finanziamenti a progetto. Un cambio che fa la differenza. Nel confermare le
finalità della legge 394 sulle aree protette «sono emanate una serie di
norme volte a favorire rispettivamente lo sviluppo di forme di
autofinanziamento». E ancora «l’uso efficiente ed efficace delle risorse
assegnate alle aree protette dallo Stato, dalle regioni e dagli enti locali,
nonché la conclusione di accordi di programma con le organizzazioni più
rappresentative dei settori dell’industria, dell’artigianato,
dell’agricoltura, del commercio e del terziario, finalizzate allo sviluppo
economico sociale e alla conservazione e valorizzazione del patrimonio
naturale delle aree protette».