Quantcast
“BASTA CON LE DISINFESTAZIONI CHIMICHE E DANNOSE”. SECONDO LEGAMBIENTE QUESTA PRATICA FA MALE ALLE API - Tirreno Elba News
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

“BASTA CON LE DISINFESTAZIONI CHIMICHE E DANNOSE”. SECONDO LEGAMBIENTE QUESTA PRATICA FA MALE ALLE API

A DIFESA DELL’APICOLTURA L’ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA CHIEDE AI COMUNI ELBANI, AL PARCO NAZIONALE DELL’ARCIPELAGO TOSCANO, ALLA COMUNITÀ MONTANA ED ALL’ASL DI CONCERTARE DA SUBITO INTERVENTI COORDINATI PER LA DISINFESTAZIONE BIOLOGICA E LA PREVENZIONE

“BASTA CON LE DISINFESTAZIONI CHIMICHE E DANNOSE”. SECONDO LEGAMBIENTE QUESTA PRATICA FA MALE ALLE  API

E’ un problema che si ripete ogni anno, in questo periodo, quello della disinfestazione dagli insetti e dei sistemi impiegati dalle ditte specializzate. I cittadini, tormantati dalle punture, sollecitano i Comuni, che anche per la responsabilità igienico-sanitaria che competono al Sindaco non possono tirarsi indietro.
Si lamentano però gli apicoltori, per i quali la disinfestazione è dannosa per i loro allevamenti. Con questo comunicato Legambiente raccomanda “disinfestazioni
alternative”:

“A niente sono serviti i ripetuti allarmi di Apicoltori e LEGAMBIENTE, si sta procedendo a nuove disinfestazioni di tipo “tradizionale” che mettono in pericolo le api. Ha cominciato Rio Marina, nelle vicinanze di una delle aziende di apicoltura più note in Italia per l’allevamento di api regine e qualità di miele prodotto e seguirà Portoferraio nei prossimi giorni. Le disinfestazioni dovrebbero essere eseguite al di fuori di un raggio di circa 3 km. dagli apiari, così ad esempio si comporta il Comune di Rio nell’Elba, ma alcuni Sindaci ignorano la norma e procedono alla disinfestazione con l’urgenza dettata dalle giuste proteste dei cittadini, così si mettono in pericolo le api e a rischio la purezza del miele elbano, un prodotto tipico, biologico e di altissima qualità grazie proprio all’esclusione di sostanza chimiche ed insetticidi. Inoltre, sia a Rio Marina che a Portoferraio, non risultano chiare modalità e zone di intervento, in particolare rispetto alla presenza del Parco Nazionale, che dovrebbe fornire l’obbligatorio nulla-osta, e della vicinanza di attività di apicoltura.
E’ contraddittorio che qualche comune attui metodi di disinfestazione che mettono in pericolo la sopravvivenza di popolazioni di api mentre la Comunità Montana dell’Elba e Capraia stanzia 6.500 euro per l’emergenza Varroasi, una malattia che attacca le api.
Eppure la normativa è chiara. La legge LEGGE n.313/2004, Disciplina dell’apicoltura recita all’art. 1. “La presente legge riconosce l’apicoltura come attività di interesse nazionale utile per la conservazione dell’ambiente naturale, dell’ecosistema e dell’agricoltura in generale ed è finalizzata a garantire l’impollinazione naturale e la biodiversità di specie apistiche, con particolare riferimento alla salvaguardia della razza di ape italiana (Apis mellifera ligustica Spinola) e delle popolazioni di api autoctone tipiche o delle zone di confine”. E specifica all’ ART. 4. (Disciplina dell’uso dei fitofarmaci) “Al fine di salvaguardare l’azione pronuba delle api, le regioni, nel rispetto della normativa comunitaria vigente e sulla base del documento programmatico di cui all’articolo 5, individuano le limitazioni e i divieti cui sottoporre i trattamenti antiparassitari con prodotti fitosanitari ed erbicidi tossici per le api sulle colture arboree, erbacee, ornamentali e spontanee durante il periodo di fioritura, stabilendo le relative sanzioni”. Infatti, la Legge Regionale Toscana 95/69 dice: “è vietato eseguire qualsiasi trattamento alle piante legnose ed erbacee che possa essere dannoso alle api dall’inizio della fioritura fino alla completa scomparsa dei petali”.
L’impiego di insetticidi non risolve il problema in modo definitivo ed è sempre nocivo per le api, ma anche per rondini ed altri uccelli insettivori, per i pipistrelli e per l’uomo.
Eppure ci sono metodi alternativi, come la Lotta biologica, che permettono di sostituire la chimica di sintesi nella disinfestazione delle zanzare. In molti comuni, anche con problemi di proliferazione di zanzare molto più gravi dei nostri, si stanno ottenendo ottimi risultati impiegando il Bacillus thuringiensis var. israelensis, un batterio specifico contro le larve di zanzara ed innocuo per gli altri animali e per l’uomo, ma anche con il trattamento dei tombini stradali e delle piccole raccolte d’acqua (sottovasi, annaffiatoi, bacinelle, bidoni, ecc.) con prodotti antilarvali. La prevenzione resta, comunque, il sistema più economico: basta pulire ogni settimana gli allevamenti di animali domestici, fonte principale di sviluppo; eliminare i ristagni d’acqua di qualsiasi tipo (pozzanghere, barattoli, vecchi pneumatici, contenitori negli orti, ecc.); chiudere ermeticamente i sacchi della spazzatura e i contenitori dei rifiuti organici; lavare periodicamente i contenitori dei rifiuti domestici; interrare immediatamente i letami sparsi nei campi”.