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“NON POSSO ESSERE PROCESSATO E CONDANNATO IN MANIERA DIRETTA DAI GIORNALI SENZA CHE QUESTO SIA AVVENUTO NELLA SEDE OPPORTUNA, CIOÈ IL TRIBUNALE”.

OLIVER GUGLIELMI, L’ECONOMO ELBANO DELLA CASA DI RIPOSO “TRADITI” ACCUSATO DI APPROPRIAZIONE INDEBITA, CI SCRIVE PER CHIARIRE LA SUA POSIZIONE LAMENTANDO IL MODO IN CUI E’ STATA TRATTATA LA SUA VICENDA DAI GIORNALI

“NON POSSO ESSERE PROCESSATO E CONDANNATO IN MANIERA DIRETTA DAI GIORNALI SENZA CHE QUESTO SIA AVVENUTO NELLA SEDE OPPORTUNA, CIOÈ IL TRIBUNALE”.

“Scrivo per informarvi di quanto successo ormai due settimane fa. In data
30 giugno la Corte di Appello di Firenze ha annullato la sentenza di condanna da parte del giudice delle udienze preliminari M. Grazia D’Onofrio ad un anno ed otto mesi per peculato ed appropriazione
indebita, avvenuta il 6 febbraio 2004. La vicenda riguarda la gestione
della Casa di Riposo “Corsi Traditi Tonietti Cacciò” di Portoferraio
dove io, Guglielmi Oliver, ero il segretario economo.
L’imputazione riguardava l’appropriazione di 212 milioni di lire appartenenti agli ospiti della Casa di Riposo nel periodo 1999-2001. Durante le indagini,
alle accuse del sostituto procuratore Antonio Giaconi, chiesi di essere
interrogato sui fatti a me contestati. In quell’occasione risposi in maniera esauriente a tutti i rilievi che, però, non furono considerati sufficienti per un’assoluzione. Per la Corte di Appello queste risposte hanno avuto una certa importanza tanto da riuscire ad annullare la
sentenza di primo grado.
Il motivo di quanto scrivo riguarda come questi fatti siano stati presi in considerazione dai mass-media locali.
Il Tirreno, nell’edizione del 30 aprile 2003, citando nome e cognome,nella cronaca elbana, intitolò “Cassiere alla sbarra – Accusato di aver preso i soldi degli anziani del Traditi” in occasione del mio rinvio a
giudizio, e nell’edizione del 1 maggio 2003 un’intervista al Presidente della Casa di Riposo, Sergio Bicecci, intitolava “Ma quei conti non tornavano”(titolo poi parzialmente smentito dal Bicecci nell’edizione del 4 maggio 03),nell’edizione del 10 febbraio 2004 in prima pagina si intitolava “Intascava soldi degli anziani – La cifra accertata dell’ammanco è di 70 milioni di vecchie lire, ma ne sono spariti altri 140”, nella cronaca toscana il titolo era “SVUOTAVA I LIBRETTI DEI MORTI – Almeno 70 milioni di lire sarebbero passati dai depositi dei degenti al suo conto”,
infine, nella cronaca elbana si ribadiva “Amministratore condannato,
disagio alla casa di riposo”.
Ad oggi, la notizia dell’annullamento della condanna è stata solo riportata dalla Nazione (5 luglio 2005) mentre il Tirreno, secondo quello che mi risulta, non ha pubblicato nessuna notizia.
Ora, per quello che mi riguarda, è chiaro che l’annullamento di una
condanna non significa assoluzione, significa solo che tutto il processo
deve ripartire da capo. Significa che tutte le procedure che sono state fatte, devono essere ripetute. Sono in attesa di quando verranno pubblicate le motivazioni dell’annullamento della condanna, ma almeno una cosa è chiara: fino a quel momento non posso essere processato e
condannato in maniera diretta dai giornali senza che questo sia avvenuto
nella sede opportuna, cioè il tribunale.
E’ bene sapere che, all’indomani della denuncia fatta da alcuni consiglieri del Consiglio di Amministrazione della Casa di Riposo, io rassegnai le dimissioni dal mio incarico perchè ritenevo ingiusto tutto
quello che stava succedendo. Dopo il trattamento dei mass-media mi rendo
conto di aver subito più di un’ingiustizia e sono consapevole che, nonostante tutto, la gente deve essere informata anche di tutte queste cose.
Distinti saluti
Guglielmi Oliver