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OPERATORI BALNEARI FIBA: “OCCORRE URGENTEMENTE UN PIANO PARTICOLAREGGIATO PER LE SPIAGGE ELBANE” - Tirreno Elba News
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OPERATORI BALNEARI FIBA: “OCCORRE URGENTEMENTE UN PIANO PARTICOLAREGGIATO PER LE SPIAGGE ELBANE”

DALLA PROTESTA DI CHI OPERA SU UNA CONCESSIONE DI DUE METRI PER DUE AL SOSTEGNO DELLA FIBA CONFESERCENTI

OPERATORI BALNEARI FIBA: “OCCORRE URGENTEMENTE UN PIANO PARTICOLAREGGIATO PER LE SPIAGGE ELBANE”

Come ogni estate si ripropone l’annoso problema delle concessioni demaniali marittime. In particolare, come è stato sottolineato incisivamente da Alfonso Batignani, presidente Associazione Operatori Balneari FIBA Confesercenti, il nodo della questione ruota intorno alla totale assenza di un piano particolareggiato delle spiagge dell’Isola d’Elba, in grado di stabilire quali tratti di arenile debbano destinarsi alla fruizione pubblica e quali a quella privata.
Finora sono stati adottati solo strumenti provvisori atti a tamponare la situazione nei singoli comuni, ai quali è stata trasferita circa 4 anni fa la competenza delle spiagge, precedentemente gestite dalla Capitaneria di Porto. In realtà esiste un piano generico redatto dalla Comunità Montana che però si è rivelato insufficiente a coprire un disagio vissuto soprattutto da chi lavora in qualità di noleggiatore, ma con le inevitabili ricadute anche sulla qualità che l’isola deve e può garantire al suo turismo.
Tre operatori della Biodola ci hanno confessato il supporto (purtroppo vano) dimostrato loro dall’assessore al demanio marittimo di Portoferraio, Lupi Leo, avanzando la proposta di tre punti blu sulla spiaggia con apertura di relativo bando al quale denunciano di aver partecipato inconsapevoli che, nel frattempo, la giunta deliberava di posizionarne uno soltanto. Gestire tre attività separate concentrandole in un unico punto blu, peraltro ancora in attesa di effettiva concessione, entro uno spazio di tre metri per tre è, hanno dichiarato, un’ impresa disperata.
Non si tratta di casi isolati: al contrario, viaggiando lungo il litorale elbano si incontrano anche operatori costretti a lavorare in due metri per due, poiché tanto gli è stato dato in concessione. Nei suddetti 4 metri quadrati è obbligatorio accatastare la torretta di avvistamento per il bagnino, ombrelloni e sdraio da noleggiare. Errato, per quanto semplice, sfiorare l’abusivismo: uscire dai margini legali per guadagnare un po’ di spazio o aprire l’ombrellone ad un cliente che garantisce la propria presenza in spiaggia in giornata, può costare molto caro. Nei giorni scorsi, applicando di fatto il regolamento, la Capitaneria di Porto ha sanzionato operatori e, in certi casi (come alla Biodola) sequestrato materiale. “Auspichiamo che quando verrà redatto il piano, le strutture siano messe in condizioni di offrire almeno i servizi minimi, perché ciò avvenga hanno però bisogno di maggiori spazi”. E’ quanto dichiara il presidente Fiba Confesercenti Batignani, aggiungendo che dal tavolo di giovedì 14 luglio al quale siederanno insieme Regione, provincia e comuni, spera si riesca ad individuare un soggetto (che potrebbe essere la Comunità Montana) al quale assegnare una delega per la stesura definitiva del piano particolareggiato delle spiagge.
La Confesercenti , in attesa di risultati concreti e definitivi, ricorda che l’isola d’Elba vive, per sua natura, di turismo balneare e situazioni spiacevoli come quelle descritte, rischiano di rendere più fragile l’immagine di elevata qualità che il territorio da sempre è in grado di offrire al suo turismo.

Sara Chiarei