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I PIANI DI SVILUPPO DELLE COMUNITA’ MONTANE NELLA PROGRAMMAZIONE DEL TERRITORIO, L’ESPERIENZA DELL’ELBA E CAPRAIA

AL CONVEGNO REGIONALE SI E’ PARLATO DEL FUTURO DEI 20 ENTI CHE IN TOSCANA RAPPRESENTANO OLTRE IL 50% DEL TERRITORIO

I PIANI DI SVILUPPO DELLE COMUNITA’ MONTANE NELLA PROGRAMMAZIONE DEL TERRITORIO, L’ESPERIENZA DELL’ELBA E CAPRAIA

Il convegno sui piani di sviluppo delle comunità montane, promosso dall’ UNCEM e dall’ Ente Comprensoriale dell’ Elba e Capraia – tenuto venerdì 24 giugno a Portoferraio – è stato un confronto di sostanza sul futuro dei 20 Enti che in Toscana rappresentano oltre il 50 % del territorio e che hanno rendicontato nel 2004 finanziamenti per 120 milioni di euro..
La presenza di Oreste Giurlani, presidente dell’ UNCEM regionale, e del neo assessore toscano agli Enti Locali, Agostino Fragai, oltre che di numerosi assessori provinciali ( Bartoli, Scatena, Garufo ) e del presidente consiliare Franchini, ha fatto dell’ Elba le sede di un confronto istituzionale ad alto livello, soprattutto concreto, focalizzandosi infatti sul Documento di Programmazione Economica e Finanziaria per il 2006 della Regione Toscana e sui contenuti della prevista nuova legge regionale sulla montagna.
La stessa relazione del presidente della CM Danilo Alessi, del resto, aveva introdotto la fondamentale questione di “come dare sostanziale seguito alle modifiche normative che hanno riconosciuto alle Comunità Montane un ruolo istituzionale di enti pubblici a tutti gli effetti, al pari di Comuni e Province, definendo una certezza finanziaria oggi assolutamente insufficiente a fronte di un ruolo di sempre maggiore responsabilità istituzionale”. Tutto ciò partendo dall’ oggettivo riconoscimento di quale “ grande risorsa siano le Comunità Montane per l’intero paese e per la nostra regione, come distretti economici di primissimo piano, come riserva di energia (pensiamo alla biomasse), come ambienti ricchissimi di biodiversità, storia e cultura”.
Forte la sottolineature di Giurlani della necessità di riconoscere il ruolo delle Cm nel sistema degli Enti Locali e dei Piani di Sviluppo che “ non possono essere solo uno strumento finalizzato alla ripartizione delle poche risorse previste dal Piano di Indirizzo delle Montagne Toscane, ma una delle parti della programmazione dell’ insieme degli Enti Locali ” e quindi dell’ opportunità che il DPEF regionale recuperi nella stesura definitiva questa consapevolezza. Osservazioni non ignorate dalle conclusioni dell’ assessore Fragai, che ha riconosciuto il valore dell’ incontro che si era svolto, soprattutto per il fatto che “non si erano fatte liste della spesa, ma ragionato sul modo concreto di fare sistema, di individuare priorità per un territorio che si troverà in una posizione che sarà sempre più strategica per i traffici economici e culturali mondiali : il Mediterraneo”.
E gli interventi della giornata sono stati complessivamente a questo livello ; riferendosi alla citazione conclusiva della relazione di Alessi , “ non vi è vento favorevole per chi non sa dove andare “( Seneca ), il sindaco di Portoferraio Peria ha ribadito la necessità di “superare definitivamente il modus operandi di uno sviluppo basato sull’ incertezza di riferimenti” facendo sistema, così come ha ribadito il sindaco del Giglio Brothel ricordando la recente delibera del ‘suo’ consiglio comunale favorevole all’ entrata nella Comunità Montana dell’ Arcipelago.
Importanti gli interventi dei Presidenti di altre Comunità Montane, Alessandri per l’ Amiata Grossetana e Gherardini per la Val di Cecina che, non a caso, sono anche i responsabili di AssoGal e del Gruppo di Azione Locale Etruria, a ribadire lo stretto intreccio tra territori comprensoriali e i finanziamenti europei; dall’ esperienza di queste Comunità Montane è venuto l’ esempio , così come dall’ intervento di Mauro Trotta della Regione, della centralità delle Gestioni Associate dei servizi comunali quale strada obbligata sulla quale strutturare le stesse piante organiche delle Comunità Montane, per poter dare maggiori servizi ( anche sociali come previsto dalla recente LR 41 di quest’ anno ) e di maggior qualità alle persone e al territorio.
In sostanza, oltre ad un confronto che è entrato nel merito dei futuri scenari istituzionali delle Comunità Montane , l’ utilità della giornata è stata proprio quella di una maggiore presa di coscienza della necessità di adeguare ed integrare Istituzioni ed Enti Pubblici per poter mettere in pratica i progetti di sviluppo che vengono elaborati.