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FIAMME GIALLE: BILANCIO DI UN ANNO DI ATTIVITA’

I NUMERI E LE AZIONI DEGLI UOMINI DEL COMANDO PROVINCIALE DELLA GUARDIA DI FINANZA ALL’INDOMANI DELLE CELEBRAZIONI DEL 231.MO AMMIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL CORPO.

FIAMME GIALLE: BILANCIO DI UN ANNO DI ATTIVITA’

Arrivano anche all’Elba gli echi della festa che la Guardia di Finanza ha tenuto a Firenze martedì 21 giugno con una cerimonia solenne nella quale è stato celebrato il 231.mo anniversario della fondazione del Corpo.
Dopo la parte militare del protocollo, officiata come di consueto dal Generale di Corpo d’Armata Sergio Fàvaro, comandante interregionale per l’Italia centro – settentrionale, sono stati consegnati dei riconoscimenti a militari delle Fiamme Gialle che si sono particolarmente distinti nelle attività d’istituto, fra cui anche alcuni uomini della Tenenza di Portoferraio e della locale Squadriglia Navale.
A livello di consuntivo dell’attività sul territorio, sono poi stati diffusi degli interessanti dati dai quali si evincono le linee sulle quali si è sviluppata nel corso dell’ultimo anno l’azione della Guardia di Finanza di Livorno, che hanno riguardato da un lato le funzioni di polizia finanziaria, a tutela delle entrate e delle uscite di bilancio statale, regionale , degli Enti locali e dell’Unione Europea, dall’altro quelle di polizia economica a salvaguardia del corretto funzionamento dei mercati e delle regole di concorrenza, anche in relazione a possibili infiltrazioni o inquinamenti da parte della criminalità.

“Il contrasto all’evasione fiscale si è confermato come la principale missione istituzionale, sia in termine di risorse umane dedicate che di risultati conseguiti. L’azione svolta a tutela delle entrate si è sviluppata, come di consueto, attraverso l’impiego di metodologie e tecniche investigative tipiche delle funzioni di polizia tributaria e giudiziaria.
In tale ambito, l’incremento dell’utilizzo delle verifiche parziali, ben 677, quale principale strumento ispettivo, ha permesso di conseguire il duplice vantaggio di privilegiare da un lato moduli di maggiore snellezza e flessibilità, e dall’altro , di ridurre la durata media degli interventi, nel pieno rispetto dei diritti del contribuente.
L’attenzione dei reparti si è incentrata su quei soggetti per i quali, anche sulla base di specifica attività di intelligence, sono stati riscontrati i maggiori indizi di pericolosità. Significativa è stata l’attività svolta in materia di “sommerso d’azienda”, che ha consentito di individuare 78 evasori , ovvero soggetti completamente sconosciuti al fisco, e 7 evasori paratotali, ovvero soggetti parzialmente conosciuti al fisco e di portare alla luce per il recupero a tassazione di oltre 172 milioni di euro di base imponibile.
Inoltre sono state eseguite 20 Verifiche Generali, ovvero interessanti la globalità di tributi, 29 controlli Intracomunitari, nonché oltre 7.500 controlli in materia di scontrini e ricevute fiscali e circa 4000 controlli su strada. Particolare attenzione è stata rivolta agli scambi intracomunitari allo scopo di prevenire e reprimere tutte quelle frodi che sono state comunque agevolate dall’abolizione dei controlli doganali alle frontiere e dall’obbligo del documento di accompagnamento per le merci nel territorio dell’Unione Europea.
Sono state constatate nel periodo in esame evasioni alle imposte dirette per oltre 181 milioni di Euro ed all’IVA per circa 144 milioni di Euro.
Altro essenziale filone operativo è stato rappresentato dalla lotta al lavoro nero che ha permesso di individuare circa 519 lavoratori irregolari, parecchi dei quali totalmente sconosciuti agli Enti previdenziali ed assistenziali.
Tale fenomeno illecito, che consente di sopportare minori costi per l’impiego della forza lavoro, presenta, oltre ai profili di riduzione del gettito fiscale, dei riflessi negativi in materia di concorrenza in danno degli operatori corretti.
Nell’ambito delle tradizionali funzioni di polizia doganale si è confermata incisiva l’azione di contrasto al contrabbando che ha visto intensificare l’impegno in termini di intelligence, allo scopo di individuare sia le organizzazioni criminali che i flussi finanziari derivanti dall’illecito traffico.
In tale contesto la Guardia di Finanza di Livorno, proprio recentemente, è pervenuta al sequestro di svariata merce di origine cinese, nonché alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di tre imprenditori asiatici, di cui due in stato di arresto, responsabili di contrabbando aggravato e falsità in atti. Questi ultimi in particolare avevano impiantato una sorta di agenzia di servizi finalizzata a consentire il contrabbando di prodotti cinesi per conto terzi.
Altra importante operazione è quella che ha portato alla scoperta di un colossale traffico di tessuti cinesi, con la denuncia di 10 responsabili ed il sequestro di tessuti per un controvalore di oltre 1 milione di euro.
Parallelamente alle attività ispettive in materia di entrate tributarie, rilevante è stato l’impulso dato a quelle concernenti le spese di bilancio. Si richiama l’attività svolta per il controllo sulla destinazione dei fondi previsti dalla Legge n.488/92 (norme per l’agevolazione delle attività produttive). Di rilievo è stata anche l’attenzione dedicata al comparto della spesa sanitaria.
Un altro settore della polizia economica cui è stato dedicato un elevato livello ddi risorse umane è quello del contrasto ai fenomeni della contraffazione dei marchi e, in generale, alle condotte illecite che rappresentano un danno e / o un pericolo per produttori, commercianti e consumatori.
I finanzieri livornesi, nel corso del periodo in esame, nello specifico settore, sono pervenuti al sequestro di oltre 19.000 oggetti falsificati nonché alla denunzia di 90 responsabili, di cui 1 in stato di arresto.
Sul fronte della lotta al traffico ed allo spaccio di droga, sono stati sequestrati circa 42 kg. di sostanze stupefacenti, denunciate all’Autorità Giudiziaria 129 persone, di cui 55 tratte in arresto, e segnalate al Prefetto altre 520 persone.
Di fronte ad una così vasta panoramica, corre l’obbligo, da ultimo, di sottolineare come l’attività di intelligence , andando ad alimentare un prezioso patrimonio informativo di indistinta utilità per tutti i settori operativi, costituisca il valore aggiunto della Guardia di Finanza nel suo rinnovato ruolo di polizia economica e finanziaria.”