Quantcast
“CAPO D’ARCO: IL PIANO DI ATTUAZIONE E’ UN ATTO DOVUTO PER IL PRG CHE ALTRI HANNO FATTO” - Tirreno Elba News
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

“CAPO D’ARCO: IL PIANO DI ATTUAZIONE E’ UN ATTO DOVUTO PER IL PRG CHE ALTRI HANNO FATTO”

“IL PROBLEMA CON LEGAMBIENTE NON SONO LE DENUNCE, MA LE MANCATE DENUNCE. E’ IL SOLITO STRABISMO DA SOLONI” DICE BOSI

“CAPO D’ARCO: IL PIANO DI ATTUAZIONE E’ UN ATTO DOVUTO PER IL PRG CHE ALTRI HANNO FATTO”

Dal Sindaco di Rio Marina riceviamo la replica all’intervento di Legambiente sul piano attuativo di Capo d’Arco.Un atto dovuto -come spiega Bosi- in base alle previsioni del PRG che questa Amministrazione si è ritrovata:

“Per l’ennesima volta Legambiente Arcipelago Toscano torna ad annunciare “colate di cemento” a Capo d’Arco. Un metodo di informazione scorretto, che si guarda bene dallo spiegare come l’intervento edificatorio di cui trattasi rientri nelle previsioni del vecchio Piano Regolatore Generale, e che pertanto sia semplicemente un atto dovuto per l’Amministrazione comunale, poiché corrisponde ad altrettanti diritti accesi nel confronti dei titolari dell’area. Tutto ciò che potevamo fare è migliorare le condizioni dell’intervento. Lo abbiamo fatto annullando il Piano attuativo del privato, sostituendolo in chiave migliorativa con uno d’iniziativa pubblica.
Il problema sembra essere un altro, ovvero l’enfasi che Legambiente riserva alle modeste edificazioni che riguardano il Comune di Rio Marina -che è il meno sviluppato di tutta l’Isola d’Elba- e più in generale ai fatti che qui si verificano, siano essi il taglio di qualche leccio malato, o un chiosco del gelataio.
E’ la solita storia del clamoroso strabismo degli esponenti di Legambiente elbana, che non battono ciglio per le colate di cemento -queste si- che hanno raddoppiato interi paesi oppure per gli spericolati interventi che producono dissesti idrogeologici. Cosi come strano è il silenzio sul più imponente intervento di ripristino idrogeologico e riqualificazione ambientale mai visto all’Elba, quello delle aree ex-minerarie di Rio Marina, quasi che fosse un fatto di secondaria importanza.
E’ chiara la militanza politica che produce questo strabismo, e che fa perdere di ogni credibilità a certi tipi di denunce. Il vero problema con Legambiente, come ho già ripetuto altre volte, non sono le denunce, ma il perché delle mancate denunce. E il discorso sarebbe davvero da approfondire.
Di fronte a questo stato di cose appare perfino patetico che questi personaggi vestano i panni dei difensori degli interessi dei cittadini di Rio Marina, che da tempo, anche per non dover più emigrare altrove, hanno mostrato invece di volere la giusta ed equilibrata crescita del loro Comune, semplicemente al pari degli altri, non rinunciando alle previsioni degli strumenti urbanistici vigenti.”