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“IN PASSATO SONO STATI SICURAMENTE DISTRIBUITI ALL’UTENZA GRANDI VOLUMI D’ACQUA NON POTABILE SFUGGITA AI CONTROLLI SANITARI”

DOPO ELBA 2000 ANCHE MARCELLO MENEGHIN INTERVIENE SULLA BEVIBILITA' DELL'ACQUA ALL'ELBA: “IN ACQUEDOTTI COME QUELLI DELL’ISOLA D’ELBA CON CONDOTTE COLABRODO CHE DISPERDONO NEL TERRENO GRANDI VOLUMI D’ACQUA E CON DISLIVELLI IMPORTANTI DEL SUOLO COME QUELLI DEL TERRITORIO ISOLANO, NON SI DEVE MAI E POI MAI TOGLIERE PRESSIONE ALLE TUBAZIONI PERCHÉ SONO LA PRESSIONE INTERNA STESSA E L’ACQUA CHE ESCE VIOLENTEMENTE DALLE FALLE, L’UNICA GARANZIA PER EVITARE L’INGRESSO DI ACQUE LURIDE O MATERIALE INQUINANTE ESTERNO.” ECCO IL TESTO DELL’INTERVENTO

“IN PASSATO SONO STATI SICURAMENTE DISTRIBUITI ALL’UTENZA GRANDI VOLUMI D’ACQUA NON POTABILE SFUGGITA AI CONTROLLI SANITARI”

Vorrei segnalare un particolare a mio avviso importante che và ad aggiungersi a quanto scritto da Elba2000 sulla non potabilità dell’acqua distribuita dagli acquedotti elbani: il ricorso, ripetutamente attuato in passato, al servizio turnario cui consegue necessariamente l’inquinamento della rete.
In acquedotti come quelli dell’Isola d’Elba con condotte colabrodo che disperdono nel terreno grandi volumi d’acqua e con dislivelli importanti del suolo come quelli del territorio isolano, non si deve mai e poi mai togliere pressione alle tubazioni perché sono la pressione interna stessa e l’acqua che esce violentemente dalle falle, l’unica garanzia per evitare l’ingresso di acque luride o materiale inquinante esterno. In caso di inderogabile necessità di chiusura di una condotta stradale, prima di rimetterla in servizio è necessario lavare e disinfettare le condotte. Tale regola inderogabile è stata spesso infranta in passato perché, al verificarsi di siccità eccezionali, l’ente gestore ha dovuto necessariamente e ripetutamente far ricorso alla chiusura e riapertura alternativa dell’una o dell’altra delle condotte stradali senza praticare valide operazioni di salvaguardia dall’inquinamento. Tale fatto provoca inevitabilmente immissione in condotta di acque luride, della stessa acqua che prima era uscita dalle falle, di insetti o di altro materiale inquinante con le conseguenze che si possono ben immaginare. Da segnalare come l’inquinamento della rete così prodotto sfugga ai normali controlli in quanto questi sono attuati mediante prelievi saltuari e puntiformi i cui tempi di esecuzione ed ubicazione non coincidono affatto con i tempi ed i luoghi dove è avvenuto l’inquinamento.
E’ infine da rilevare come la situazione attuale degli acquedotti elbani non possa escludere che, in occasione di eventuali periodi di eccezionale siccità, si debba ricorrere al servizio turnario perché la disponibilità estiva d’acqua potabile non è affatto garantita anzi la paventata mancanza o riduzione del trasporto d’acqua via mare con le bettoline rende il rifornimento a turni alterni ancora più probabile che per il passato.
In relazione agli argomenti indicati mi sento di concludere come segue:
1) In passato sono stati sicuramente distribuiti all’utenza grandi volumi d’acqua non potabile le cui caratteristiche sono sfuggite, per quanto detto, ai controlli sanitari;
2) La qualità dell’acqua degli acquedotti elbani, oltre ai problemi di cui alle note pubblicate da Elba2000, è soggetta anche alle bizze del tempo atmosferico in quanto, se si verificheranno periodi di eccezionale siccità, gli acquedotti elbani dovranno attuare, come fatto in passato e con maggior frequenza in quanto verrà a mancare in tutto o in parte l’apporto delle bettoline, il servizio a turni alternati zona per zona, servizio cui inevitabilmente conseguirà immissione in rete di materiali inquinanti la cui presenza, oltre a tutto, sfuggirà ai controlli sanitari.

Per approfondire l’argomento vedasi l’articolo “Carenza idrica e alimentazione idropotabile a turni alternati” su http://altratecnica.3000.it