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SUL PARCO DELL’ARCIPELAGO E’ POLEMICA FEROCE FRA BARBETTI E TANELLI

DURISSIMO AFFONDO DI BARBETTI CONTRO IL SUO PREDECESSORE: “MOSSO DA UN MORBOSO INTENTO DI RIVINCITA PER LA MANCATA NOMINA A VITA ALLA PRESIDENZA DELL’ENTE, TANELLI DIFFONDE LEGGENDE METROPOLITANE, E CERCA DI TRASMETTERE IL RICORDO DI UN’EPOPEA, MA LA SUA E’ STATA UNA GESTIONE OPACA”. PIANOSA, PONTECCHIO, RIMBORSO SPESE, PIANO DEL PARCO, AREE MARINE PROTETTE. IL COMMISSARIO DEL PARCO SI TOGLIE TUTTI I SASSOLINI DALLE SCARPE

SUL PARCO DELL'ARCIPELAGO E’ POLEMICA FEROCE FRA BARBETTI E TANELLI

Con un recente servizio giornalistico su “Il Parco delle occasioni perdute”, confortato dal giudizio dell’ex Presidente, Giuseppe Tanelli, il Tirreno del 1 giugno accreditava l’immagine di un “parco allo stremo”, guidato da “un uomo solo al comando”.
Sollecitato dal servizio, il Commissario dell’Ente, Ruggero Barbetti, ha preso carte e penna per rispondere punto per punto ai rilievi di Tanelli, accusato di diffondere “leggende metropolitane” per un “intento morboso di rivincita”.
Piano del parco, aree marine protette, “tuffi vip”, lottizzazione del “Pontecchio”, nomine, consulenze, rimborsi spese. Questa che segue è la lunga, dettagliata replica di Barbetti:

“Ma Pianosa recentemente ha vinto una grossa battaglia, rivendicando i terreni minerari che il ministero della Difesa aveva graziosamente passato al CONI spa per ripianare i debiti del calcio”. Proprio così! Un servizio giornalistico informato, puntuale e soprattutto imparziale con il quale -unitamente ad altre facezie- è stata impegnata un’intera pagina de “Il TIRRENO” di mercoledì 1° giugno 2005.
Dove risulterebbe che Pianosa, improbabile Isola storicamente famosa per le sue miniere per di più ritenute appartenenti al Ministero della Difesa, quale territorio animato e dotato di capacità d’agire avesse intrapreso e condotto con successo un’azione rivendicatoria per riappropriarsi di miniere di cui, a quanto si sa, non risulta essere stata mai dotata. Forse più probabile che, proprio il tandem Ministero dell’Ambiente-Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano assumendone la gestione, sia riuscito a muovere di fatto qualche prima pedalata presso l’Agenzia del Demanio per la restituzione delle miniere del ferro dell’Elba ai Comuni secondo gli ambiti territoriali di competenza.
Sarebbe bastato questo per passare -tralasciando il resto- alla pagina successiva, ma la curiosità ha avuto il sopravvento; la curiosità di vedere fino a che punto, senza l’onere professionale di un sia pur minimo riscontro, si era disposti a fungere da megafono ad esternazioni confuse e fuorvianti dell’ex Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Primo e non ultimo presidente, non eletto, ma a suo tempo solo nominato, e peraltro imposto dall’alto da altro Ministro di diverso schieramento contro il parere delle Comunità Locali. Ma evidentemente Giuseppe Tanelli vive e cerca di trasmettere il ricordo di una epopea puramente immaginaria, del tutto sua e che non trova poi neanche oggettivi riscontri nella sua opaca gestione del Parco.
Tanto che a distanza di alcuni anni dalla conclusione della sua passata esperienza, lui –convinto uomo di comprovata competenza scientifica ed amministrativa- ancora sembrerebbe sentirsi defraudato da un fastidioso “rametto spinoso” per la mancata seppur auspicata nomina “a vita” al vertice dell’Ente. Per cui non corre giorno che, in un modo o nell’altro, non si faccia promotore o paladino di qualsiasi posizione di contrasto ad ogni iniziativa dell’attuale gestione del Parco nel tentativo di ritardarne la realizzazione; contraddicendo addirittura sue stesse iniziative al tempo fortemente perseguite, verosimilmente solo nel terrore che altri possano riuscire dove lui, uomo di comprovata competenza scientifica ed amministrativa, aveva fallito. Ma forse spinto da un morboso intento di rivincita non si rende conto che il suo comportamento può anche nuocere allo sviluppo di quella stessa struttura che, a parole, sostiene di voler preservare. Senza contare che la sua vagheggiante rappresentazione della situazione in cui verserebbe attualmente il Parco assomigliano, con il passare del tempo, sempre più a ritriti slogan generici che al reale stato dell’arte. Pur senza volere tuttavia minimizzare le difficoltà che comunque sussistono nella gestione dell’Ente in presenza di un’innegabile contrasto di schieramenti di parti, che finora non hanno purtroppo ancora permesso il conseguimento dell’auspicabile suo assetto istituzionale. Ma da qui allo sport preferito dal Tanelli consistente nella diffusione di leggende metropolitane, tanto distanti comunque da queste realtà insulari, ne corre; peraltro fatti, documenti e memorie sono lì puntualmente a contraddire la sua realtà romanzata che, a forza di ripeterla, finisce per diventare sua intima convinzione.
Assai diverse sono invece le effettive situazioni da quello che lui racconta.

1. Quanto al blocco del “Piano del Parco”, è notizia di questi giorni che detto importantissimo strumento di programmazione, già licenziato e rassegnato alla Comunità del Parco all’inizio dello scorso mese di febbraio, è stato invece approvato il 31 maggio u.s., per essere trasmesso in Regione; al Tanelli ciò non era riuscito in ben cinque anni di sua gestione.
2. Quanto alla istituzione dell’area marina protetta, avvenimento impensabile ai tempi della gestione Tanelli, su iniziativa dell’ex Amministrazione comunale di Capoliveri (sindaco Barbetti) è stato avviato un proficuo confronto per la conseguente attuazione. L’iter è già da tempo avviato, ne è testimonianza l’incontro a livello ministeriale in data 25 maggio scorso di tutte le Amministrazioni interessate. Spetta ora alla Regione e Comuni interessati tradurre in realtà la proposta caldeggiata dal Ministero.
3. Quanto alla telefonata ministeriale d’investimento alla presidenza del Parco, rientra nelle più semplici norme di correttezza avvisare per tempo l’interessato dell’avvio di una proposta di nomina; salvo che altrove non si agisca d’imperio. Comunque in merito la Corte Costituzionale ha solo indicato la necessità di porre in essere una particolare procedura, mentre non ha contestato la competenza del Ministro alla nomina di un commissario.
4. Quanto alla contrarietà all’istituzione dell’Ente Parco ed al fantomatico appello al Consiglio di Stato. Tutti quelli che hanno vissuto le vicissitudini del tempo sanno che forse l’unico Comune che si era dichiarato favorevole all’introduzione dell’area protetta risulta essere stato Capoliveri, allora sindaco l’attuale commissario del Parco. Il Consiglio Comunale aveva anche presentato un’ipotesi di perimetrazione relativamente al proprio territorio. La stessa Amministrazione comunale non ha poi potuto condividere la definizione di confini caduta dall’alto, disegnata a tavolino e ritenuta da tutte le realtà locali illogica ed irrazionale, per cui alla stessa si era opposta con regolare ricorso al TAR. Si badi costituisce l’unico ricorso, fra gli innumerevoli proposti anche da altri Comuni, a non essere stato mai respinto e quindi non procedibile per appello al Consiglio di Stato, come falsamente sostenuto nel pezzo giornalistico. Ricorso quindi ancora in attesa di decisione, ma ritirato perché ritenuti maturi tempi e convincimenti generalizzati per una revisione della perimetrazione dei confini del Parco, integrata dalla proposta di istituzione di aree contigue che da lungo tempo attende adeguata risposta da parte della Regione, Ente –per legge- a ciò competente.
5. Quanto alla bufala sul conto consuntivo dell’esercizio 2003, peraltro tempestivamente disposto dal Parco e rassegnato alla Comunità del Parco in data 23 luglio 2004, si evidenzia solo che lo stesso risulta regolarmente approvato su precipuo benestare del Ministero dell’Economia.
6. Quanto all’onere per consulenze, più che lievitare, si è ultimamente ridotto a quasi la metà rispetto a quello della gestione Tanelli. Del resto non poteva che essere così visto i reiterati contenimenti di spesa in detto settore disposti dalle varie leggi finanziarie susseguitosi in questi ultimi esercizi. Non è stato purtroppo più consentito di disporre di 20 milioni di euro per fare poco (e fra quel poco emerge però la poco chiara vicenda dell’acquisto del Castello del Volterraio unitamente a vari ettari di terreno limitrofo), ma di assegnazioni estremamente ridotte per tentare di fare di più. Ed i resoconti gestionali lo dimostrano.
7. Quanto ai supposti ricchi rimborsi spese vale lo stesso discorso. Disponibili comunque a confrontare l’onere derivante dal solo e semplice rimborso kilometrico (Capoliveri-Portoferraio) per gli accessi all’Ufficio, con i rimborsi spese: kilometriche (Firenze-Portoferraio), di indennità di trasferta, di rimborsi di pernottamento in primarie strutture alberghiere oltre a quelle per consumazione pasti unitamente all’uso di automezzo dell’Ente, (pur disponendo il Tanelli di una propria dimora all’Elba).
8. Quanto alla lottizzazione “Pontecchio”, forse è il caso che si spieghi meglio; chi era presente nel Consiglio Direttivo sa bene come si sono svolti gli accadimenti. Il fatto che detto ricorso sia stato prodotto al Tar Lazio è una scelta tecnica della parte, a meno che non voglia adombrare -sotto la sua precipua responsabilità- l’eventuale interessata parzialità delle varie sezioni di quella struttura giurisdizionale.
9. Quanto alle autorizzazioni all’ingresso nelle aree marine di massima protezione, questo Ente ha fornito, anche integrandoli successivamente, i dati consentiti dalle disposizioni sulla privacy, come ritenuto ammissibile anche dal Ministero organo di vigilanza. Un fatto è certo, come formalmente attestato in esito alla richiesta di Legambiente, nessuna autorizzazione risulta essere stata concessa per permettere la balneazione in dette acque; per cui, se “tuffi di Vip” ci fossero malauguratamente stati, sarebbero avvenuti a loro rischio e pericolo di multe e denuncie.
10. Quanto alle iniziative per l’insediamento di una Comunità di Benedettini sull’Isola di Pianosa, non può incolpare altri della sua incapacità a realizzare allora un progetto da tempo intrapreso. Attualmente, fino alla risoluzione della controversia sugli usi civici riconosciuti alle comunità locali, che ha poi determinato la registrazione provvisoria e quindi l’indisponibilità di beni e terreni dell’Isola, lo stesso od altri progetti sono difficilmente perseguibili. Circa l’Isola di Giannutri invece, il tempestivo intervento del Ministero dell’Ambiente che ha esercitato apposita prelazione acquisendo la villa romana ed altre unità immobiliari, può essere foriero di buone iniziative a carattere ambientale.
11. Quanto poi infine al vanto di avere espletato i concorsi per il completamento dell’organico, è appena il caso di ricordargli che proprio a causa di un’infondata ordinanza assunta direttamente dallo stesso Tanelli al di fuori del Consiglio Direttivo, (ma ritenuta illegittima dal TAR Toscana), non si è ancora riusciti a provvedere alla copertura di posti, per effetto dell’intervenuto blocco delle assunzioni. Situazione questa che purtroppo sta dando ancora adito a reiterati ricorsi amministrativi da parte dei vari candidati.

Per concludere non si può che evidenziare che, al posto di qualche pagina settimanale di “gossip”, si potrebbe fare un più utile servizio di informazione solo verificando meglio, e da varie fonti, la fondatezza delle notizie assunte e divulgate. A meno che…”