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CHE IL 2 GIUGNO, SIA SOLO UNA FESTA!

UNIAMOCI OGGI PER CELEBRARE I VALORI COMUNI E DA DOMANI , SE NECESSARIO, DIVIDIAMOCI SULLE SCELTE POLITICHE

Caro Nunzio Marotti,

Mi dispiace dover constatare che da qualche tempo ricorrenze come il 25 aprile, ed il 2 giugno, una volta destinate alla celebrazione dei valori comuni all’intera collettività nazionale e quindi a rinsaldare i vincoli unitari, siano oggi presi a pretesto per dare risalto alle differenze politiche tra i due poli contrapposti. E mi dispiace ancora di più dover notare come semplici riforme costituzionali che altrove vengono tranquillamente adottate in un senso o nell’altro, per adeguare gli assetti istituzionali alle mutate situazioni, politiche, economiche e sociali, vengano vissute in Italia come veri e propri traumi, ed al solo scopo di denunciare le presunte trame golpiste dell’avversario politico.

Chi ti scrive non ama quasi nessuna delle riforme elettorali ed istituzionali adottate nell’ultimo decennio: non amo il maggioritario che ha fatto proliferare partiti personali privi di radicamento e di consistenza politica, ma forti di un enorme potere d’interdizione. Non amo la legge sull’elezione diretta del sindaco e del presidente della provincia che di fatto ha snaturato i poteri dei consigli comunali e provinciali (e tu conosci bene il disagio dei consiglieri, perché sul tema hai organizzato un convegno ). Tanto meno ho apprezzato la recente riforma elettorale per l’elezione del Consiglio Regionale Toscano, che in sostanza ha spostato il diritto di voto dalle mani degli elettori alle segreterie di partito, per perpetuare nel tempo le medesime oligarchie politiche. Non per questo, però, mi sento autorizzato ad accusre gli avversari di golpismo.

Non posso pensare che i miei ex compagni di partito, come Intini, Boselli, Del Turco, con i quali ho condiviso per decenni le stesse idee e le stesse battaglie politiche, (e con i quali, al di là dell’attuale diversa collocazione, condivido ancora moltissime cose) siano diventati dei pericolosi nemici, per il semplice fatto che si trovano dall’altra parte dello schieramento politico.

Per gli stessi motivi e per la stima che ho per te, mi resta altrettanto difficile credere che Casini, Follini, e Pisanu con i quali presumo tu abbia condiviso per decenni gli stessi ideali e che oggi si ispirano agli stessi valori che la Chiesa indica ai cattolici impegnati in politica, rappresentino per te dei reali pericoli per le istituzioni repubblicane.

Fraterni saluti,

Lelio Giannoni