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PIETRO PAOLO D’ERRICO: “PRESENTEREMO IL NOSTRO PARERE SUL PIANO DEL PARCO E LO TRASMETTEREMO IN REGIONE AFFINCHE’ NE TENGA CONTO IN FASE ISTRUTTORIA”

LO SFOGO DEL PRESIDENTE DELLA COMUNITA’ DEL PARCO: “DA QUANDO SUSSISTE QUESTA SITUAZIONE COMMISSARIALE, LE COMUNITÀ DEL PARCO SONO TENUTE AI MARGINI, NON CI SONO. NON SI RICONOSCONO SOLO ATTRAVERSO LE RICHIESTE FORMALI MA ATTRAVERSO IL DIALOGO COSTANTE E CONTINUO CHE, AL MOMENTO, NON C’E’.”

PIETRO PAOLO D’ERRICO: “PRESENTEREMO IL NOSTRO PARERE SUL PIANO DEL PARCO E LO TRASMETTEREMO IN REGIONE AFFINCHE’ NE TENGA CONTO IN FASE ISTRUTTORIA”

E’ di questi giorni la notizia che il Commissario straordinario del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, ha provveduto ad approvare il Piano del Parco, lo strumento di pianificazione territoriale ed ambientale che ora verrà inoltrato alla Regione Toscana per il parere previsto dalla legge.
Piccolo particolare: l’approvazione di questo importante strumento di pianificazione è avvenuta senza il parere della Comunità del Parco, presieduto dal Pietro Paolo d’Errico.
Secondo Barbetti, la Comunità del Parco è stata più volte sollecitata ad esprimersi in merito, fino ad arrivare al 14 aprile scorso quando, la stessa fu messa in mora ad esprimersi entro 45 giorni, fissando quindi il termine per il 29 maggio scorso.
Nessun esito sarebbe arrivato e quindi il Commissario ha ritenuto “doveroso”, a ben 9 anni dall’istituzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, approvare il Piano.
Oggi, (1 giugno), abbiamo raggiunto il Presidente della Comunità del Parco, Pietro Paolo D’Errico, il quale ha replicato così:
“Non ci sono termini previsti dalla legge per l’espressione di un parere della Comunità del Parco. Ha esordito il Presidente della Comunità del Parco. C’è la legge quadro sulle aree protette che, all’art. 10 stabilisce, fra i compiti della comunità del Parco, di esprimere obbligatoriamente un parere, anche sul Piano del Parco, e nella legge quadro non sono previsti tempi entro i quali esprimersi per questo parere.
Detto ciò – ha continuato D’Errico – esprimere un parere sul Piano del Parco rientra tra le finalità la Comunità del Parco, così come quello poi, di acquisire il Piano di Sviluppo Economico e Sociale. Per anni la Comunità del Parco si trova in una situazione di conflittualità e di mancata partecipazione all’interno dell’Ente Parco.
Questo di per se non ha rappresentato un mancato lavoro da parte della Comunità del Parco, specialmente nell’ultimo periodo e cioè dal 23 luglio del 2004, data della mia elezione, che si è riunita frequentemente.
Lavoriamo in una situazione arrangiata – ha continuato il presidente della Comunità del Parco D’Errico – abbiamo cercato di organizzarci come meglio abbiamo potuto: non esiste una sede della Comunità del Parco, non esiste personale e io conto solo su me stesso, sul mio ufficio e su alcuni amici che mi danno una mano, cercando in questo modo di destreggiarmi come meglio posso.
Ritengo importante – ha detto ancora D’Errico – descrivere la situazione oggettiva per far meglio capire in che condizioni operiamo. La Comunità del Parco in tutto ciò, ha cercato di organizzarsi approvando un documento programmatico con il quale prevede appunto, intanto di ristrutturarsi, e nel quale si affermava che la Comunità del Parco aveva il preciso intendimento di approvare e dunque di dotarsi sia il piano di Sviluppo Economico e Sociale che del Piano del Parco.
Questi strumenti sono stati redatti già da tempo da parte di una società che vinse l’appalto nel 2000 ed elaborati sotto l’allora presidenza del Prof. Tanelli.
Poi decadde il Presidente e di conseguenza anche il consiglio direttivo.
A questo momento seguì un lungo periodo di letargo.
Oggi, dopo tre anni, bene o male di questi strumenti quanto meno se ne parla.
Tre anni nel corso dei quali non è successo null’altro.
L’unica cosa successa è che nell’ultimo periodo c’è stata una rivisitazione una rielaborazione del Piano del Parco .
La Comunità del Parco, sotto la mia presidenza ha discusso di questi strumenti e per quanto mi riguarda, l’espressione di questo parere che, comunque, intendiamo dare.
Non c’è un termine, ribadisce D’Errico, poi chiaramente, ognuno di noi interpreta ciò che più gli fa comodo trovando sempre qualche appiglio al quale attaccarsi.
Effettivamente il Piano del Parco è stato consegnato alla Comunità del Parco l’11 febbraio durante un assemblea, dopo quella data ho convocato un ulteriore assemblea, ma si trattava di un assemblea aperta nel corso della quale non poteva nemmeno essere discusso.
In quella assemblea, però, si discusse del Piano di Sviluppo Economico e Sociale, tema credo altrettanto importante.
Di fatto ci sono poi state le elezioni regionali, con l’insediamento del consiglio regionale, se ricordo bene il 6 maggio, e quindi la prima data utile per convocare un’altra assemblea è stata il 23 maggio.
Una seduta sicuramente valida sotto l’aspetto legale ma che contava l’assenza di amministrazioni importanti come l’Isola di Capraia, l’Isola del Giglio e delle province di Livorno e di Grosseto per cui i membri presenti preferirono non discutere in loro assenza.
Quindi si decise di riaggiornarsi, convocando una nuova seduta per il 10 giugno. Non so cosa succederà, in quella seduta perché non c’è una concertazione costante e continua tra i vari enti, ma io mi auguro per quella data di poter deliberare il parere sul Piano del Parco in modo, la Regione Toscana, ne tenga conto in fase istruttoria.
Da qualche tempo le comunità di questo parco sono tenute ai margini, non ci sono, non sono riconosciute.
Non si riconoscono le comunità attraverso delle richieste formali -ha detto ancora il Presidente della Comunità del Parco – si riconoscono attraverso il dialogo costante e continuo.
Riconoscerle significa farle partecipare, sentirle, e riconoscere, soprattutto l’importante che rivestono le Comunità del Parco. Si tratta di cinque membri che sono rappresentanti delle amministrazioni e che in qualche maniera fanno sentire la loro voce nelle decisioni che l’Ente Parco è chiamato a prendere.
Di fatto da quando persiste la situazione commissariale, la Comunità del Parco fa sentire la sua voce in modo non costante e discontinua e, soprattutto, non attraverso una presenza deliberativa.
Infatti, la legge quadro dice: “ il Piano del Parco è approvato, dal presidente e dal consiglio direttivo” dunque da tredici persone.
Oggi invece ci troviamo con un Piano del Parco approvato da una persona sola: dal commissario straordinario che è diventato ordinario, visto che da tanti anni ormai viene reiteratamente rinominato.
C’è dunque una mancata partecipazione a livello di programmazione e d’indirizzo su ciò che l’Ente Parco porta avanti.
Di tutto ciò la Comunità del Parco si lamenta.
Le popolazioni di questo luogo, in sintesi, si lamentano di questa gestione.
D: dunque un gesto, quello del Commissario Barbetti, di approvare il Piano del Parco senza il vostro parere, che può essere interpreto come un gesto arrogante?
Quando io parlo di ostilità ne parlo in senso lato e ostili si può essere in tanti modi: o osteggiando la persona che ti sta di fronte con la quale devi comunque dialogare, o creando degli sbarramenti costanti e continui.
Il commissario ha sicuramente vari vincoli da rispettare, che comprendo perfettamente – ha continuato D’Errico – vincoli di carattere economico di carattere economico-contrattuale con la Società Agriconsulting che evidentemente pressa affinché lo strumento sia liquidato e approvato. Io non nutro nessuna antipatia personale nei confronti del Commissario, ci mancherebbe altro, sicuramente la mancata partecipazione della comunità a un cammino comune manca e questo poi porta ad assumersi ognuno le proprie responsabilità.
Di fatto, però – conclude D’Errico – limita uno sviluppo più sensato del territorio amministrato.

r.b.