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UNA NUOVA GUIDA DELL’ILLEGALITA’ IN TOSCANA

L'ELBA, CON CINQUE LUPARE, CONDUCE SALDAMENTE LA GRADUATORIA

La Fondazione Caponnetto, presentando oggi a Firenze nell’ambito del forum nazionale contro la mafia il “rapporto 2004 Legalità e giustizia sociale per una Toscana più sicura” ha diffuso una graduatoria dell’illegalità in Toscana.

Così come Legambiente distribuisce vele alle località turistiche, La Fondazione attraverso questa guida, stila una graduatoria dell’illegalità in Regione, sulla base del numero di… lupare attribuite a ciascuna località:

In testa alla lista, con cinque lupare, figura:
L’isola d’Elba;

In seconda posizione, con quattro lupare, a pari merito, figurano:
I litorali toscani,
La città di Firenze,
L’area di Montecatini;

In terza posizione, con tre lupare, a pari merito, figurano:
Prato,
Empoli;

Mentre una sola lupara se l’è aggiudicata:
Il Val d’Arno tra Firenze e Pisa.

Il dato su cui si basa la Fondazione per attribuire le lupare, è la ricchezza delle zone esaminate: più sono ricche, più sono mafiose. Che altro non è se non la vecchia filosofia veterocomunista, a mala pena rimbellettata, per cui se sei anche soltanto agiato, devi essere per forza un mascalzone. Se non te almeno tuo padre.
Peccato, però, che la teoria dei caponnettisti contraddica platealmente la storia e la realtà della mafia in Italia, che è nata e si è sviluppata non nelle zone ricche, ma in quelle di maggior povertà e degrado sociale.

Nanni Gioiello