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E’ NELLE EDICOLE IL LIBRO "OGNUNO HA UNA STORIA" DI LUCIANO GELLI - Tirreno Elba News
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E’ NELLE EDICOLE IL LIBRO “OGNUNO HA UNA STORIA” DI LUCIANO GELLI

SI TRATTA DI UNA RACCOLTA DI RACCONTI CHE NASCONO DA UNA ACUTA OSSERVAZIONE DELLA REALTÀ, E CHE DIMOSTRANO UNA SORPRENDENTE ABILITÀ, PER UN ESORDIENTE, NEL DESCRIVERE SITUAZIONI E PERSONAGGI

E’ NELLE EDICOLE  IL LIBRO "OGNUNO HA UNA STORIA" DI LUCIANO GELLI

In questo grande libro, ci sono almeno due motivi di grande interesse, al di là dello stesso valore letterario. Il primo ci riporta a riflettere su una vicenda drammatica che ha colpito la massima istituzione della città, coinvolgendo l’intera comunità. Vicenda che ha contribuito ad determinare assetti politico amministrativi nuovi, e quindi ha avuto un influenza significativa sulla futura gestione del territorio, e anche nei rapporti tra i diversi gruppi sociali. Il racconto di Gelli rappresenta un punto di partenza importante per una riflessione seria sulla vicenda, perché la libera da tutti gli elementi esterni: le accuse, gli accanimenti, le indifferenze, le responsabilità, gli errori e forse i rimorsi, e si limita mettere a nudo il dramma di un uomo che, dopo una vita al servizio del prossimo, si è trovato solo e disperato all’interno di un incubo.
Altro elemento di rilevante interesse storico, emerge dal racconto “I carcerati di Pianosa.” Qui l’autore ricostruisce la vicenda dei carcerati che i tedeschi fucilarono nella spiaggia di Procchio, nel settembre del 43, dopo avergli fatto scavare la fossa. Si trattava di 14 condannati per reati comuni coinvolti in una rivolta, che scoppiò nel carcere di Pianosa, provocata probabilmente dal clima di incertezza dell’8 settembre. Furono imbarcati su un rimorchiatore e portati all’Elba per essere consegnati alle carceri locali. Il tragico epilogo, quando i tedeschi si resero conto che nessuno era disposto a riceverli.
Questa strage assurda è l’unica che si è verificata all’Isola d’Elba ed è stata completamente dimenticata. A parte qualche pagina di Rafaello Brigneti sul il libro “La Ritrattazione “, nessuno, fino adesso, se ne era occupato: nessun ente ha pensato di mettere una lapide. Nessuno a mai portato un fiore.
C’è da augurarsi che, dopo il racconto di Gelli, avvenga quello che è avvenuto dopo la pubblicazione del libro sull’affondamento dell’ Andrea Sgarallino di G.Giuliani. Altra tragedia che era stata inspiegabilmente dimenticata