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“RIFORMARE IL DECRETO RONCHI, PER CONSENTIRE IL COMPOSTAGGIO DELLA POSIDONIA”

L'INTERVENTO DELL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE MARINO ARTUSA AL CONVEGNO DI PORTOFERRAIO SU "POSIDONIA, RIFIUTO O RISORSA?"

"RIFORMARE IL DECRETO RONCHI, PER CONSENTIRE IL COMPOSTAGGIO DELLA POSIDONIA"

L’Ufficio stampa della Regione ha diffuso oggi una sintesi dell’intervento che l’Assessore all’Ambiente, Marino Artusa, ha tenuto al convegno “Posidonia: rifiuto o risorsa?”, promosso da Legambiente nazionale, Comune di Portoferraio e APT Arcipelago Toscano e svoltosi venerdì 13, al centro “de Lauger” a Portoferraio.
“E’ necessario salvaguardare le praterie di “Posidonia Oceanica” del mare toscano e del Santuario dei Cetacei -ha detto Artusa- La posidonia è una risorsa, non un rifiuto. E ciò comporta, oltre all’impegno contro l’inquinamento idrico e marino, una assunzione di responsabilità per contrastare con rigore le pratiche delle reti a strascico e dell’ancora selvaggia”.
“Con la posidonia –ha continuato l’Assessore– ci troviamo di fronte ad una ‘pianta superiore’, come è stata definita anche dalla responsabile scientifica di Legambiente Lucia Venturi, che ha un ruolo decisivo per l’ ecosistema mare e per la biodiversità. Una pianta quindi che va tutelata da viva, e che costituisce una risorsa anche da morta, con la sua importante funzione di baluardo antierosione delle coste”.
Per potenziare la tutela dei fondali e la preservazione delle colonie di posidonie, vere e proprie “nurseries” del mare, l’assessore ha enumerato una serie di azioni che vanno dall’installazione di dissuasori fisici della pesca a strascico sui fondali marini, all’installazione di boe per l’ancoraggio in alto mare, e al rinnovamento del rapporto con i pescatori e i gestori degli stabilimenti balneari, istituendo con loro una nuova alleanza per la tutela dell’ambiente marino e del territorio costiero. Ai pescatori andrebbe affidato anche il compito, retribuito, di “spazzini del mare”.
“Potremmo lanciare – ha detto l’assessore – un concorso internazionale per la creazione di barriere da collocare in fondo al mare con la funzione di deterrenti della pesca a strascico e dell’ancoraggio selvaggio”.
Nel corso del convegno elbano, che ha fatto il punto sulla questione dello spiaggiamento della posidonia, l’assessore all’ambiente ha sottolineato l’importanza e l’interesse del “Progetto Posidonia”, una iniziativa della Provincia di Livorno finalizzata ad individuare l’utilizzo ottimale della posidonia per la ricostituzione naturale della duna e del litorale. “Occorre puntare a ridurre lo spiaggiamento della posidonia, incentivandone il riutilizzo naturale antierosione. Nei casi in cui ciò non è possibile –ha spiegato l’Assessore- è necessario intervenire sul versante normativo, accelerando le modifiche di legge, preannunciate dal rappresentante del Ministero dell’Ambiente, che consentano lo spostamento della posidonia spiaggiata e il suo utilizzo per la produzione di compost per l’agricoltura. In tal modo sarà possibile superare, nelle zone decisamente vocate alla balneazione, i problemi degli accumuli di posidonia che in base al Decreto Ronchi sono considerati un rifiuto, e di cui è attualmente vietato il compostaggio per la legge 784/84”.