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“DIFENDIAMO L’AMBIENTE DAGLI AMBIENTALISTI (E DAI PRESIDENTI DI REGIONE)”

BALLERINI, GIANNI AGNELLI, MAZZANTINI, MARTINI, COLLE RECISO, LE TORRI GEMELLE, IL PADRETERNO E GLI ECOMOSTRI. DORIANA FALLACE TORNA, CON UN INTERVENTO VISIONARIO CHE FUSTIGA LEGAMBIENTE, E CONCLUDE CON UNA CHIAMATA ALLE ARMI CONTRO L’EOLICO

“I famosi abusi del dottor Ballerini” come li ha chiamato lo stesso Sindaco di Capoliveri, offrono l’occasione per un ragionamento su una questione centrale della vita (politica e non solo) elbana.
La “questione ambientale”. E’ fuori di dubbio che in un’Isola che fa delle bellezze naturali la sua inestimabile (ma unica) ricchezza (anche economica), la conservazione dell’ambiente sia tema di straordinaria importanza.
In condizioni di irrilevanza dei Verdi (vedi silenzio-assenso dell’assessora verde di Portoferraio su Colle Reciso), chi beneficia degli “utili politici” della fondamentale questione ambientale (o se vogliamo dei suoi frutti, per restare in tema) è l’associazione Legambiente, che ha saputo gestirla ed usarla con grande sapienza, tutta politica.
E’ innegabile l’efficacia (politica) dell’azione (politica) di Mazzantini e dei suoi compagni, ma il sentimento suscitato dalla traboccante esposizione mediatica dell’associazione è ambivalente. Timore (“Chiamo Legambiente!” per il mattone fuori posto del vicino), fastidio (compresi gli amministratori della sinistra. Pure Ballerini?).
Raramente questo peso si traduce in autorevolezza e consenso diffuso, fuori dai palazzi.
Come ebbe a dire qualche tempo fa un Sindaco ben poco timoroso, questo ruolo viene speso e consolidato con la moneta del potere d’interdizione. Ma ogni qual volta si pesano, elettoralmente, i dirigenti dell’associazione restano piuttosto delusi.
Troppi passi falsi, nel curriculum dell’associazione, per eccesso o per difetto: l’indulgenza verso le politiche urbanistiche di Rio Elba, l’occhio chiuso sui lavori alla Spiaggia di Cavo e sulle Torri gemelle di Rio Marina, le posizioni sugli amministratori campesi, la denuncia dei “mostri” di Marciana, la troppo scoperta e astiosa ostilità verso il Sindaco Giovanni Martini, il riguardo per la Sales a Colle Reciso, l’ossessione per “i bagni VIP”, che fa solo molta scena…
Ultimo errore potrebbe essere l’eolico, devastante dal punto di vista ambientale (dell’impatto estetico almeno).
Troppi sconti, o accanimenti ingfiustificati, insomma.
Forse sarebbe superficiale liquidare la politica di Legambiente come quella dei cocomeri (verdi fuori, rossi dentro. Non è così semplice. Non si tratta (solo) di destra e sinistra. Per esempio, la recente attenzione per Capoliveri (che sembra davvero degna di miglior causa) dimostra che la cosa è un pò più articolata. Si tratta di una logica che entra dentro gli schieramenti, e distingue e divide i buoni e i cattivi all’interno delle due coalizioni. Permane comunque una evidente inclinazione per gli amministratori di sinistra. Viene da pensare a Agnelli, che nel ’96 diceva: “Solo la sinistra può fare riforme liberiste, perché ha dalla sua parte i sindacati amici”. Mutatis mutandis: “Solo la sinistra può fare politiche di “espansione urbanistica” (chiamiamole così) perché ha dalla sua gli ambientalisti.
Per quello che mi riguarda, allora, decifrare questa logica degli ambientalisti -o quella altrettanto strumentale del Presidente della Giunta Toscana Martini (col suo Parco Regionale e coi suoi piani strutturali unici)- questo smascheramento non significa sottovalutare il problema ambientale.
Al contrario: per me che non sono intruppata né a destra né a sinistra difendere il patrimonio ambientale di quest’Isola, e magari difendere il Parco, resta una priorità. Ed è ancora più urgente, se questi sono gli ambientalisti.
E dovrebbe essere così anche per la sinistra riformista, e per la destra liberale, se ci sono, e se non sono solo il braccio politico della grande distribuzione, o maniaci dell’abuso (la Casa della Libertà di Casa..seconda..terza etc.).
Verrebbe da dire che la nostra Isola, il nostro ambiente, va difesi proprio dagli ambientalisti. O che l’ambiente è troppo importante per lasciarlo difendere agli ambientalisti. Scegliete voi il finale. Io propongo l’inizio: partiamo dall’eolico.
NO ALL’EOLICO ALL’ELBA

Doriana Fallace