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TOSCANA ELBA CUP: NELLO STADIO DELLA VELA HA VINTO ANCHE L’ELBA. NONOSTANTE LA DISINFORMAZIONE

ORGANIZZAZIONE IMPECCABILE, CAMPO DI REGATA PERFETTO, PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO: TIMONIERI E ADDETTI AI LAVORI PROMUOVONO L'ELBA

TOSCANA ELBA CUP: NELLO STADIO DELLA VELA HA VINTO ANCHE L'ELBA. NONOSTANTE LA DISINFORMAZIONE

Televisioni e testate giornalistiche di tutto il mondo. Grandi personaggi come Ernesto Bertarelli e Patrizio Bertelli, mister Alinghi e il signor Prada, tanto per fare due nomi su tutti. Grandi campioni, così tanti che, per fare un paragone con un altro sport, sembrava di assistere ad una corsa ciclistica con in campo Coppi, Bartali, Merckx, Gimondi, Moser, Saronni, Indurain e Armstrong tutti insieme. E c’era anche il pubblico, tanta gente, nell’impareggiabile stadio della vela del Golfo di Porto Azzurro. Questo, nonostante fosse di scena uno sport come la vela, appunto, non certo il calcio in grado di riempire gli stadi anche nelle categorie minori.
A tutto questo, aggiungiamo che l’Isola d’Elba in questa settimana si è messa il suo vestito più bello per accogliere i suoi ospiti. I colori rigogliosi della primavera che spuntavano dovunque, giornate di sole quasi estivo e di vento, un vento che ha soffiato nelle vele delle imbarcazioni dello Swedish Match Tour aiutando i più grandi velisti del mondo ad offrire uno spettacolo davvero impareggiabile.
Molti, dunque, i motivi di soddisfazione per chi ha creduto, all’Elba, di supportare un evento di grande vela come la Toscana Elba Cup-Trofeo Locman. Il territorio dell’isola, nel suo insieme di fascino e di peculiarità che lo rendono davvero unico, ha dato di sé e dei suoi abitanti una comunicazione d’immagine estremamente positiva, uscendo finalmente dall’impasse dei luoghi comuni che troppo facilmente gli sono stati affibbiati negli ultimi tempi, quasi come se una regia ben orchestrata volesse “per forza” dipingere l’Elba come l’isola del malaffare o nel migliore dei casi come un luogo bello, sì, ma mal governato, difficile da raggiungere, sporco, cementificato e soprattutto troppo costoso.
Senza voler dimenticare i problemi che comunque esistono, è con grande soddisfazione che abbiamo sentito grandi firme della stampa specializzata dire frasi del tipo “ecco perché la candidatura ad ospitare la Coppa America”, oppure compiacersi nel sapere che tutti quei ragazzini che si affollavano a chiedere autografi intorno ai campioni si ritrovano poi nei circoli velici per imparare a conoscere meglio il loro mare e ad affrontarlo proprio in barca a vela.
Oltre tutte queste considerazioni, che non potevano essere ignorate, c’è stato anche l’evento sportivo. Una settimana di regate ognuna diversa dall’altra, senza mai un risultato scontato, si è chiusa con una esaltante finale vinta da un grandissimo campione, il “solito” Russel Coutts. Il neozelandese, già in semifinale aveva eliminato in maniera rocambolesca l’equipaggio di Luna Rossa, con al timone il giovane australiano James Spithill, poi giunto terzo nella finale di consolazione contro lo svedese Magnus Holmberg. Quello che è successo in finale, poi, è davvero il meglio che gli organizzatori potessero sperare dal punto di vista dello spettacolo. Opposto ad un altro “mago” del match race, come l’esperto australiano Peter Gilmour, Russel Coutts si è portato dapprima sull’uno a zero, in una serie di regate che avrebbe assegnato la vittoria finale al primo skipper ad aggiudicarsi tre vittorie su cinque gare disponibili. Gilmour però dimostrava tutta la sua classe vincendo due “voli” di seguito e portandosi sul due a uno, con Coutts che rispondeva subito con un’altra vittoria che rendeva necessario lo spareggio per assegnare la vittoria finale.
Con un discreto mare di scirocco, supportato da un vento intorno ai dieci nodi, la quinta e decisiva regata non aveva storia, con il neozelandese Russel Coutts che si dimostrava attentissimo nel “capire” il vento nel golfo di Porto Azzurro, scegliendo subito il lato giusto del campo di regata, e precedendo dunque in tutta sicurezza il suo avversario sul traguardo.
L’applauso lunghissimo della folla che attendeva gli equipaggi a banchina e l’abbraccio a cui Coutts e il suo equipaggio sono stati entusiasticamente accolti dai tifosi ha rappresentato la giusta ed esaltante conclusione di una settimana di sport che sarà ricordata a lungo dagli appassionati di vela di tutto il mondo. L’Isola d’Elba, dunque, ha colto ancora una volta nel segno, con un’iniziativa che a questo punto è destinata a continuare a grandi livelli anche in futuro.

Fabio Cecchi