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L’AMMINISTRAZIONE DEGLI ONESTI, L’ “A SCIAMBERE DELL’ACQUA CALDA” E LA REGOLA DEI VENT’ANNI COMUNISTI - Tirreno Elba News
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L’AMMINISTRAZIONE DEGLI ONESTI, L’ “A SCIAMBERE DELL’ACQUA CALDA” E LA REGOLA DEI VENT’ANNI COMUNISTI

DORIANA FALLACE CHIOSA L'EDITORIALE DI ELBAREPORT SUGLI AMMINISTRATORI "ONESTI MA DELUDENTI" CON UNA RIFLESSIONE SU MORALE E POLITICA

“Essere onesti non è poco, ma può essere sotto il profilo della resa amministrativa irrilevante”.
Poteva essere l’ “a sciambere dell’acqua calda”, questo di oggi. All’estensore di questa accurata ed originale analisi ci sono voluti decenni di politica, fatta e seguita e commentata, per capire ciò che a tutti i non comunisti è evidente da sempre, e che molti ex e post dicono almeno da quindici anni a proposito delle Mani pulite e delle ragioni della politica.
Allora, l’onestà è una qualità importante, anche di un politico. Ma non si può assolutizzare. Assumere l’onestà o la moralità come elemento fondante un progetto politico è pura inutile ipocrita propaganda. Non si può fondare un progetto politico sull’onestà. Così come non si può fondare sulla pace o sulla solidarietà, o su altri valori, che sono prepolitici. Ecco perché sono semplicemente ridicoli quei programmi che mettono al primo posto la moralità. La questione morale è una presa in giro, ed i supporter della questione morale, i moralisti, hanno fatto più danni di tutti i piccoli e grandi ladruncoli che hanno gravitato intorno alla politica. La politica ha una sua moralità, che consiste nel proporre le cose, e nel farle. Nel proporre cose giuste e farle bene. La moralità personale è solo uno dei requistiti di questa moralità politica.
I comunisti sono spesso vittime di ironia per la regola dei vent’anni, tanti sono quelli che in genere devono passare prima che si rendano conto dei loro errori e diano atto ai loro avversari di averla vista giusta.
E’ una regola aurea, è valsa per il valore della democrazia “borghese”, per la scelta di campo occidentale, per l’europeismo, per i diritti civili, per la stessa non-violenza. L’ultima applicazione della regola dei vent’anni è proprio la questione morale, con il riconoscimento (di Fassino) che fra Craxi e Berlinguer era il primo ad aver e ragione, era il primo l’innovatore.
Ora cominciano timidamente ad accodarsi anche i ritardatari, quelli un po’ più lenti, o più “duri”, per i quali varrà la regola dei venticinque, dei trent’anni, chissà. Comunque sono benvenuti. (L’onestà può essere irrilevante sotto il profilo della resa amministrativa).
Doriana Fallace