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MI HA CERCATO TREMONTI? - Tirreno Elba News
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MI HA CERCATO TREMONTI?

PARAFRASANDO LA FAMOSA FRASE UMORISTICA, ADDEBITATA AGLI ARTISTI SENZA INGAGGIO: MI HA CERCATO STREHLER?.... DI BRUNO PATERNO'

La storia delle concessioni demaniali, la loro origine, è quanto di più
buffo e borbonico esista in un ordinamento moderno, mi dice l’ ottimo Tremonti.
Uno stato moderno e sinceramente rispettoso dei diritti dei suoi Cittadini
non dà concessioni da rinnovarsi di anno in anno, od ogni tre anni, od ogni
sei anni. Da concessioni di 99 anni, oppure di 66, oppure di 33. L’Inghilterra
insegna. Lo stato Inglese, in quei casi, non vende mai ma concede per un
tempo talmente lungo che ogni concessionario ha la possibilità di fare investimenti e proiezioni economiche, fare utili e pagare le tasse conseguenti. Il territorio cinese di Hong Kong è un ulteriore esempio di concessione territoriale. La Cina aveva dato una concessione di 50 anni all’Inghilterra che, alla fine del tempo pattuito, si è tolta con estrema eleganza, ammainando con
una bella cerimonia la sua Bandiera da quella che era ormai divenuta, a
tutti gli effetti, una colonia, prospera, inglese.
Le concessioni, nello Stato Pontificio e nello stato delle Due Sicilie,
ed anche in quello Sabaudo, regolava le sue problematiche interne con le
concessioni. Il più delle volte erano a pagamento di prestazioni ricevute,
di prestiti erogati e non rimborsati. Era un modo i pagare senza tirare
fuori una lira proiettando il debito nel tempo ed assicurando al creditore
benefici ben superiori a quelli a lui dovuti. Molte altre volte la concessione
era figlia della burocrazia e della corruzione, un modo per tacitare, un
modo per ricompensare. Un altro esempio di concessione intelligente, se rispettosa delle leggi della natura prima di ogni cosa, è la concessione alle escavazioni, alle cave di materiale inerte, al coltivazione del marmo e delle miniere. Potrebbe una economia seria affrontare il costo di un impianto industriale con una concessione da rinnovarsi, magari sotto ricatto, di anno in anno ????
Torniamo all’Elba, mi dice l’elegantissimo Tremonti, non divaghiamo, mi
rimprovera il burbero e serio Vice Presidente del consiglio dei Ministri.
Torniamoci pure : ogni anno c’è la fila al rinnovo della concessione demaniale,
tramite la capitaneria di Porto. Anzi, quelle annuali non sono neppure concessioni ma autorizzazioni. Che cosa cambi, nella sostanza, non si capisce. Ma il fatto è questo e non si scappa. Pazientemente, diligentemente, educatamente ci si mette in fila e si presenta rispettosa domanda di rinnovo. Ma perché impegnare la Capitaneria di Porto nel rinnovo annuale di codesta pratica
che ha sin dall’origine la sua legittimità e, nel proseguo, una unica
veste impositiva. E all’ Elba si è anche fortunati che il personale addetto
è sicuramente competente ed anche squisitamente rispettoso del cittadino.
Ma sono pur sempre file inutili, carta inutile, pagamenti spezzettati.
Ed allora, mi dice il Valtellinese pragmatico, perché non incassare tutto
e subito e non dare diritti certi e determinati al cittadino imprenditore?
Rimane l’antica motivazione strategico guerriera da superare : in caso
di guerra lo Stato ha bisogno di avere le spiagge libere da persone e cose
per apprestare le difese marittime a che i nemici non abbiano a sbarcare
sui bagnasciuga dove, un tempo, avremmo dovuto fermare il nemico. A parte
il fatto che ci ricordiamo benissimo, anzi malissimo, di come sia andata
a finire, recintare con i mai dimenticati massi di cemento, o denti di cemento,
8.000 chilometri di coste mi sa proprio impossibile ed in caso di guerra
( ma iniziata da chi e da dove ? ). E se la guerra fosse dichiarata all’Europa ? Altro che 8.000 chilometri. Qui a Tel Aviv, ribadisco io all’ uomo di Sondrio con gli occhiali, è tutto diverso, Palestinesi permettendo, le concessioni sono passate direttamente da Mosè che le ha aggiudicate tramite le sue tavole o così mi pare che sia.
bruno paternò