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UNA CORONA DI FIORI PER PIETRO GORI

ANCHE QUEST'ANNO SI RIPETE L'OMAGGIO PER IL POETA DELL'ANARCHIA

UNA CORONA DI FIORI PER PIETRO GORI

Nel segno della tradizione, anche quest’anno verra’ commemorato l’anarchico che piu’ di ogni altro in Italia riusci’ a comunicare l’originalita’ dell’umanesimo anarchico”.
La vita avventurosa di Pietro Gori e la tragica e prematura morte ne hanno a lungo accompagnato il ricordo, evidenziandone gli aspetti più romantici, quelli che ne hanno fatto “il cavaliere dell’ideale” o il “poeta dell’anarchia”, ma la sua attività sociale, ben lungi dall’essere improntata a una approssimativa divulgazione dell’idea anarchica, fu determinante per il crescere e il consolidamento fra le classi subalterne di una volontà di rivolta cosciente e di emancipazione solidale. La sintesi fra il solido pensatore, l’agitatore irrequieto e il comunicatore di straordinaria grandezza, contribuì alla nascita di un mito duraturo che appartenne, trasversalmente, non solo agli anarchici della “sua” Toscana, ma a tutti coloro che aspirarono e lottarono, col pensiero e con l’azione, per l’edificazione di una società in cui giustizia e libertà non fossero parole vuote destinate a pochi, ma i principi fondamentali della vita collettiva. Un mito, quello di Pietro Gori, consolidatosi nella convergenza fra il suo percorso di vita, “cristianamente” dedicato agli oppressi, e quello di larghi strati popolari che trovavano finalmente, nella sua azione, lo strumento della propria emancipazione . Nato a Messina nel 1865 da genitori toscani e laureatosi a Pisa in giurisprudenza, ben presto inizia la propria attività di propagandista del pensiero anarchico, spesso affiancata da quella di avvocato negli innumerevoli processi che vedono altri anarchici sul banco degli accusati. Il primo arresto, con condanna a un anno di carcere, è del 1890 e successivamente le numerose sentenze a suo carico (tutte comminate per reati d’opinione) lo porteranno ad affrontare più e più volte l’esilio, ora nel nord dell’Europa, ora nelle Americhe, ma sempre scegliendo L’elba come suo rifugio fisico e spirituale, dove tornava a cercare protezione ogni volta che poteva.. . Si spegne a Porto Ferraio, nel gennaio del 1811. L’amore che gli Elbani ancora oggi portano a Gori, tramandandone il ricordo con le manifestazioni commemorative del 1 maggio, spiega più e meglio di tanti discorsi quanto profondamente incisero, in quegli anni, le idee di libertà dell’anarchia.